Cresce la spaccatura nell’opposizione? Alcuni si uniscono, altri si allontanano

L’avvicinarsi delle elezioni si riflette anche nei movimenti dei partiti di opposizione, che stanno gradualmente ridefinendo i propri schieramenti. Al momento sembra già chiaro che sia i partiti filoeuropei sia quelli di orientamento conservatore e nazionalista si presenteranno agli elettori in almeno due blocchi distinti. Gli analisti ritengono tuttavia che, indipendentemente dal numero di liste dell’opposizione, la sfida principale si giocherà tra la coalizione di governo e la lista degli studenti.

Un nuovo impulso ai preparativi elettorali è arrivato dal partito della Libertà e della Giustizia – Stranka slobode i pravde (SSP), che domenica ha deciso di partecipare alle elezioni. Il leader del partito, Dragan Đilas, ha inoltre invitato a formare una coalizione i partiti filoeuropei, includendo in questo gruppo SRCE, il Movimento Popolare di Serbia (NPS), il Movimento dei Cittadini Liberi (PSG) e l’Insurrezione Ecologica (Ekološki ustanak), ma non il Fronte Verde-Sinistra (ZLF). Forse perché lo ZLF ha annunciato la scorsa settimana di essere pronto a sostenere la lista studentesca alle elezioni previste per l’autunno.

Solo SRCE accetta l’invito dell’SSP?

A giudicare dalle prime reazioni, non è affatto certo che l’SSP riuscirà a costruire una coalizione con qualcuno dei partiti filoeuropei menzionati, fatta eccezione per SRCE. Zdravko Ponoš, presidente di SRCE, ha dichiarato che il suo partito farà certamente parte del blocco filoeuropeo, aggiungendo: “Chi vuole partecipare, parteciperà; chi non vuole, non parteciperà“.

Miroslav Aleksić, leader del Movimento Popolare di Serbia, ha annunciato che il suo partito prenderà parte alle elezioni, ma ha precisato che non vi sono stati colloqui né accordi per una coalizione con l’SSP, bensì soltanto incontri in un formato più ampio presso gli uffici dell’NPS.

Aleksandar Jovanović Ćuta, dell’Insurrezione Ecologica, ha dichiarato che il movimento prenderà una decisione sulle elezioni soltanto quando gli studenti renderanno pubblici i nomi dei candidati presenti nella loro lista e che, per il momento, non si sta nemmeno discutendo di eventuali coalizioni.

Nel PSG non si sono espressi in modo concreto sull’invito dell’SSP, ma alla fine di maggio avevano sottolineato che “l’obiettivo politico principale è massimizzare il risultato elettorale”.

Una risposta forse più esplicita all’SSP è arrivata attraverso alcune fotografie. Il giorno successivo all’appello dell’SSP per la creazione di un fronte comune tra i partiti filoeuropei, Aleksić (NPS) ha pubblicato una foto insieme a Đorđe Stanković e Uroš Đokić dell’NPS, a Dragan Milić, leader del movimento PODES, e a Miloš Parandilović, presidente del partito Novo lice Srbije.

Parandilović ha lasciato intendere, nel suo stile caratteristico, che una coalizione tra queste forze politiche potrebbe essere in formazione, lanciando allo stesso tempo dure critiche contro SSP e SRCE. “Questa è forse l’occasione ideale perché Đilas e Ponoš dimostrino quanto valgano sul mercato politico. È particolarmente grottesco che siano proprio loro a dettare condizioni agli altri. Sono comunque contento che, dopo il boicottaggio delle elezioni di Belgrado e una vittoria praticamente certa mancata nella capitale, abbiano finalmente capito che bisogna partecipare alle elezioni“, ha dichiarato Parandilović.

Divisioni anche nella destra dell’opposizione

Anche sul versante destro dello spettro politico dell’opposizione esistono profonde divergenze. È in corso un conflitto aperto tra il Nuovo DSS e il movimento “Noi, forza del popolo” di Branimir Nestorović. È quindi già certo che nemmeno i partiti di opposizione di orientamento conservatore si presenteranno alle elezioni sotto un’unica lista. Va ricordato che è stata annunciata una possibile coalizione tra il movimento di Nestorović e il Partito Popolare guidato da Vladimir Gajić.

Stojanović: “Esistono due attori politici dominanti, tutti gli altri sopravvalutano il proprio peso”

Il politologo Boban Stojanović, intervenuto nel programma televisivo “Jutro na Blic”, ha affermato che attualmente in Serbia esistono due attori politici dominanti: “Aleksandar Vučić e il movimento studentesco”, mentre un attore potenzialmente molto importante alle elezioni potrebbe essere il Partito Socialista di Serbia (SPS). “Credo che tutti gli altri attori politici sopravvalutino la propria dimensione, la propria importanza e il proprio potenziale elettorale. Tanto più che una parte dei tradizionali soggetti dell’opposizione ha deciso di non partecipare alle prossime elezioni, sostenendo invece la lista degli studenti. Tra questi c’è il più forte attore politico dell’opposizione prima dell’emergere del movimento studentesco, il movimento Kreni-Promeni, oltre al Partito Democratico e allo ZLF, che oggi rappresenta un soggetto politico relativamente nuovo ma molto importante“, ha dichiarato Stojanović. Secondo lui, per questo motivo “non bisognerebbe attribuire troppa importanza alle discussioni su chi, tra gli altri soggetti dell’opposizione, parteciperà alle elezioni“.

“L’Insurrezione Ecologica, inoltre, ha posizioni che non definirei anti-europee, ma certamente molto critiche nei confronti dell’Unione europea, soprattutto per quanto riguarda la questione del litio. Il Movimento Popolare di Serbia è tradizionalmente conservatore; tuttavia, essere tradizionalisti e conservatori non significa necessariamente essere contrari all’Unione europea. Questo accade solo in Serbia, direi, tra coloro che non comprendono il significato dell’ideologia e cosa sia realmente l’Unione europea, che non è un’ideologia“, ha osservato Stojanović.

Panović: “Solo una lista unitaria ha qualche possibilità contro l’SNS”

Anche Zoran Panović, direttore dei programmi del centro di ricerca Demostat, non è convinto che una partecipazione in più liste possa garantire all’opposizione il miglior risultato possibile. “Da quanto emerge dai sondaggi di opinione pubblica realizzati da Demostat, soltanto una lista comune, unitaria e credibile ha possibilità di competere con la lista dell’SNS, cioè con la lista della maggioranza di governo e dei suoi partner di coalizione“, ha affermato Panović.

A suo avviso, il dibattito sulle diverse liste è soprattutto una questione politica. “Se questi partiti filoeuropei avessero tenuto un congresso di unificazione, integrandosi in un unico partito, eleggendo un presidente, dei vicepresidenti, uno statuto e gli organi dirigenti, allora avrebbero potuto negoziare con la lista degli studenti sulla parola magica che esiste anche in politica: una parola di appena cinque lettere, le quote. Le quote risolvono molti problemi. Non tutti possono essere presidenti“, ha commentato Panović. Ha infine aggiunto che “esistono troppi piccoli partiti che continuano a gravitare sulla scena politica” e che “il campo dell’opposizione necessita di una riduzione del numero degli attori politici“.

(Blic, 10.06.2026)
https://www.blic.rs/vesti/politika/deo-opozicije-poziva-na-ujedinjenje-na-desnici-svadja-ko-ce-na-zajednicku-listu/rbqtt4z

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