Cresce la rabbia dei lavoratori Fiat contro il gruppo “Stellantis”

Il gruppo “Stellantis” è rimasto fermo nella sua posizione di licenziare oltre 1.500 dipendenti dello stabilimento Fiat di Kragujevac, riconoscendo un TFR di 4.000 euro, e di inviare i restanti 2.016 nelle fabbriche all’estero per due anni. I lavoratori si oppongono con veemenza a tale decisione e annunciano un blocco stradale se lo Stato non li aiuta.

I lavoratori stanno finendo la versione dettagliata delle loro proposte per il programma sociale, il quale sarà trasmesso al Primo Ministro e al governo della Serbia. Il loro obiettivo, dicono, è che tutti i dipendenti abbiano più possibilità. “Quello che subiamo ora è un classico ricatto. Non accettiamo di andare all’estero per due anni, perché tale opzione non esiste da nessuna parte nelle leggi del nostro Paese. La nostra proposta sarà di impiegarci in fabbriche che distano fino a 50 chilometri da Kragujevac, il che è conforme alla legge. Chiederemo anche un trattamento di fine rapporto più dignitoso per le persone che vogliono andarsene, invece dei 4.000 euro offerti che sono un’offesa”, ha dichiarato Igor Andjic, un lavoratore che ha preso parte anche ai colloqui di governo di lunedì.

Il suo collega Zoran Miljković ricorda che la Fiat “mandò i suoi lavoratori a casa a Torino per 14 mesi”, mentre la fabbrica si preparava al passaggio all’auto elettrica pagando loro gli stipendi. Ha anche annunciato che questo modello sarà una delle proposte del programma sociale. “Abbiamo deciso di non bloccare le strade, perché vogliamo che questo problema si risolva in modo che i lavoratori siano soddisfatti. Entro poco avremo proposte precise dei nostri modelli per un programma sociale accettabile, e se Fiat non lo accetta, può andarsene dalla Serbia”, continua Igor Andjic. Lo stesso ha fatto notare che “la Fiat è un grosso cappio al collo dello Stato”, che, nonostante la volontà di aiutare, non può far niente di fronte a questo investitore straniero.

Il continuo rinvio della “soluzione finale” per la situazione in Fiat, annunciata per fine maggio e rinviata al 10 giugno, è un segnale per i lavoratori che lo Stato, pur essendone proprietario per una parte, non è in grado di far fronte alla decisioni di questa grande azienda. Tali decisioni sono inaccettabili per i lavoratori, e né i sindacati né i dipendenti che hanno preso parte alle trattative possono garantire per quanto tempo potranno trattenere la rabbia dei lavoratori, che secondo loro è vicina ad esplodere.

Radnici besni zbog sramne ponude Fijata: „Mogu da kupe prnje iz Srbije“

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top