Cresce la paura di attacchi islamisti in Kosovo

Continuano gli attacchi in Kosovo, il che è molto preoccupante, dice per la Radiotelevisione serba il ministro del governo kosovaro, Ljubomir Maric. Maric ha indicato che la polizia indossa i giubbotti antiproiettile, mentre è aumentato anche il numero delle macchine di polizia. Non è stato ancora raggiunto l’accordo sullo spostamento del Parco della pace, ha detto Maric, il quale è anche il coordinatore della squadra ammnistrativa della Comunità di municipi serbi in Kosovo.

Alla seduta del governo kosovaro, sono stati valutati tutti gli attacchi sui serbi in Kosovo. Il coordinatore della squadra amministrativa della Comunità dei municipi serbi e il ministro dell’autorità locale nel governo kosovaro, Ljubomir Maric dice che lui stesso lotta affinchè si implementino misure particolari per reagire agli attacchi.

“Alla seduta del governo abbiamo chiesto un’azione più energica delle autorità, una ricerca più efficace dei colpevoli e la loro punizione, una maggior presenza della polizia. Insisteremo fino a quando non arriveranno i primi risultati”, ha detto Maric per la Radiotelevisione serba.

Maric ritiene che una partecipazione maggiore dei serbi nella polizia kosovara assicurerà una miglior protezione e fiducia tra i cittadini serbi in Kosovo. Inoltre bisogna creare migliori condizioni nelle procure e nei tribunali, per diminuire il numero dei reati. 

“Dall’inizio dell’anno finora sono stati commessi tra 60 e 70 attacchi alla minoranza serba”, ha detto Maric, ricordando che qualche giorno fa qualcuno ha sparato a un poliziotto a Gorazdevac.

La paura tra i cittadini è cresciuta dopo il tentativo di avvelenare il lago di Gracanica. Sono state arrestate tre persone, alle quali sono state trovate maschere, uniformi e iscrizioni in arabo.

“La presenza dei gruppi dello Stato islamico, nonchè la conferma dalla polizia che loro hanno avuto intenzione di avvelenare il lago, fanno spaventare i serbi, perchè sono la parte più debole. Però anche gli albanesi hanno paura”, ha detto Maric.

Maric ha detto che non è stato raggiunto l’accordo per spostare il Parco della pace, neanche se ne è parlato a Brusseles, come viene  annunciato dal governo kosovaro.

“Non c’è nessun accordo per quanto riguarda il ponte sul fiume Ibar. Qualsiasi atto unilaterale potrebbe minacciare il dialogo e causare  nuovi conflitti, il che non è interesse di nessuno, visto che tutti i cittadini sono spaventati. La comunità internazionale dovrebbe insistere sul compromesso”, ha affermato Maric.

(RTS, 16.07.2015.)

 

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