Cento giorni prima della prevista riduzione della quota di cittadini dei Balcani occidentali che possono essere assunti in Germania, i costruttori tedeschi avvertono che il taglio comporterà una perdita di posti di lavoro e danneggerà numerosi progetti.
Il cosiddetto Regolamento sui Balcani occidentali consente ai lavoratori provenienti da Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia di lavorare e soggiornare in Germania, a condizione che abbiano precedentemente stipulato un contratto di lavoro con un datore di lavoro tedesco.
Il governo tedesco intende dimezzare dal 1° gennaio 2027 la quota annuale di tali lavoratori, portandola da 50.000 a 25.000.
L’Associazione centrale dell’edilizia tedesca (ZDB) ha avvertito che si tratterebbe di un duro colpo per il settore, dal momento che a quest’ultimo fa capo circa il 30% dei visti di lavoro rilasciati ai cittadini dei Balcani occidentali. Sottolinea inoltre che nessun altro settore ricorre a questo regime preferenziale di visti di lavoro quanto l’edilizia. “Nei cantieri, un lavoratore su sette ha un passaporto straniero. Per l’edilizia, questo è il modello di maggior successo per attrarre manodopera e lavoratori qualificati dai Paesi terzi”, ha dichiarato il presidente della ZDB Felix Pakleppa. Ha affermato che l’Associazione mette fortemente in guardia dal dimezzamento della quota, poiché in caso contrario il settore delle costruzioni potrebbe già entro la fine di quest’anno trovarsi a dover fare a meno di 8.000 lavoratori. Pakleppa ha sottolineato che il governo federale tedesco stanzia miliardi di euro da un bilancio speciale per ponti, ferrovie e abitazioni, riducendo al contempo la possibilità che arrivino le persone chiamate a realizzare questi progetti.
In un comunicato, la ZDB sottolinea che anche i numeri parlano chiaro: la quota per il 2025 era già stata esaurita alla fine di novembre dello stesso anno e le richieste successive hanno dovuto essere respinte.
Si aggiunge che l’Agenzia Federale per l’Impiego tedesca lo scorso anno ha rilasciato ben 105.000 autorizzazioni, poiché, a causa dei lunghi tempi di attesa per il visto, le richieste approvate per i datori di lavoro non si traducono neanche lontanamente tutte nell’arrivo effettivo dei lavoratori in Germania.
L’effetto del regolamento, scrive la ZDB, è esattamente quello che i vertici politici si aspettano dalla migrazione legale: una ricerca mostra che il 98% dei lavoratori arrivati dai Balcani occidentali svolge effettivamente il lavoro previsto dal contratto, mentre il 58% è costituito da lavoratori qualificati, specialisti o professionisti, sebbene ciò non sia un requisito.
La ZDB chiede pertanto al governo tedesco di non ridurre la quota e di mantenerla ad almeno 50.000 persone, di digitalizzare e accelerare il rilascio dei visti e di valutare la possibilità di estendere un regime preferenziale analogo anche ad altri Paesi.
Fonte: 021.rs, 27.09.2026
