Cooperazione economica: il Piano d’azione dei Balcani occidentali

Il 26 agosto sei leader dei paesi dei Balcani occidentali hanno adottato un piano d’azione in 115 punti volto ad approfondire la reciproca cooperazione economica nell’ambito del processo di integrazione all’UE.

Il piano prevede la creazione di una zona economica congiunta la quale fornirà opportunità alle imprese e ai cittadini e promuoverà la crescita economica e l’occupazione. I piani si basano su accordi conclusi tra i leader dei paesi dei Balcani occidentali in occasione del vertice di Trieste tenutosi nel mese di luglio di quest’anno.

Il piano d’azione è stato adottato in una riunione informale cui hanno partecipato i ministri di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia, e che si è tenuta nella città costiera albanese di Durazzo. Anche il Commissario europeo per l’Allargamento, Johannes Hahn, e il vicepresidente della Banca mondiale, Cyril Muller, hanno partecipato alla riunione tenutasi in presenza di forze di polizia e militari pesanti.

“Il piano d’azione ha lo scopo di rendere la regione più attraente per gli investimenti e si concentra sulla trasformazione dei movimenti di merci, servizi, capitali e lavoratori qualificati”, si legge in una dichiarazione diffusa dal governo albanese, che ha ospitato il summit, e che riporta le parole pronunciate dal Primo Ministro albanese Edi Rama nel corso di una conferenza stampa congiunta con Hahn.

Gli obiettivi che il piano si prefigge saranno perseguiti attraverso un movimento commerciale più economico, una trasformazione radicale delle procedure di frontiera, nonché attraverso l’istituzione di meccanismi per ridurre i costi della logistica.

“E’ molto incoraggiante che ci sia un accordo su questo a livello politico”, ha dichiarato Rama.

Hahn ha osservato che il piano rappresenta un segnale positivo per tutti i paesi della regione e che è necessario istituire una zona economica comune nei Balcani occidentali.

“Siamo pronti a sostenere e cooperare con voi per ottenere ulteriori progressi verso l’integrazione nell’UE”, ha dichiarato Hahn.

“Il nostro interesse è quello di includere tutti questi paesi, tra cui l’Albania, il più presto possibile nell’UE ed è per questo che sono necessarie alcune misure, ma alla fine tutto sarà nell’interesse di tutti i cittadini”, ha aggiunto.

L’incontro si è concentrato sugli impegni assunti nel corso del vertice di Trieste tenutosi a luglio. A Trieste i paesi dei Balcani occidentali hanno approvato un Piano d’azione pluriennale (MAP) che comprende la formazione di uno spazio economico regionale. E’ stato inoltre firmato un trattato per l’integrazione delle reti di trasporto.

L’area economica regionale dovrebbe creare un ambiente d’affari accogliente, stimolare l’imprenditoria, costruire una società basata sulla conoscenza, offrire posti di lavoro di qualità e garantire mercati competitivi.

Le prossime fasi del processo includono il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, l’identificazione e l’eliminazione degli ostacoli normativi e burocratici d’impedimento al commercio e agli investimenti, la creazione di un dialogo regionale sulla trasformazione digitale e l’avvio di negoziati per un meccanismo di risoluzione delle controversie.

L’accordo raggiunto a Trieste non è riuscito a progettare un’unione doganale precedentemente promossa da alcuni leader della regione. Tuttavia, ci sono ancora speranze sul rilancio del commercio tra i paesi dei Balcani occidentali. Al vertice di Trieste, Hahn ha sottolineato che, mentre il commercio tra i Balcani occidentali e l’UE è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni per raggiungere € 44 miliardi nel 2016, il commercio all’interno della regione è rimasto pressocché fermo.

Tutti e sei i paesi dei Balcani occidentali si trovano in diverse fasi di integrazione dell’UE. Finora solo Serbia e Montenegro hanno avviato negoziati di adesione all’UE.

Incontro tra Brnabic-Zaev ai margini

A margine della riunione di Durazzo, il Primo Ministro macedone Zoran Zaev ha incontrato la PM serba Ana Brnabic, in seguito allo scandalo diplomatico che ha temporaneamente scosso le relazioni tra i due paesi confinanti.

Il 20 agosto, Belgrado ha ritirato il personale della sua Ambasciata a Skopje, in segno di protesta contro quelle che sono state definite “azioni offensive” contro le istituzioni serbe. La mossa è stata presumibilmente presa dopo la diffusione di informazioni di intelligence secondo cui la Macedonia avrebbe in programma di sostenere il Kosovo nella sua candidatura all’Agenzia culturale delle Nazioni Unite, l’UNESCO. Nel novembre del 2015, il Kosovo non è riuscito a diventare membro pieno dell’UNESCO per mancanza del numero sufficiente di voti.

Tuttavia, il 23 agosto, dopo una lunga conversazione telefonica tra Zaev e il Presidente serbo Aleksandar Vucic, Macedonia e Serbia hanno accettato di distendere i loro rapporti tesi.

Zaev ha riaffermato a Durres che la crisi è superata e che ora si concentrerà sull’approfondimento della cooperazione. Ha anche sottolineato che il Kosovo non ha fatto domanda per l’adesione all’UNESCO, pertanto la questione non sarà discussa quest’anno.

Brnabic ha invitato il Primo Ministro macedone a visitare Belgrado nel mese di novembre per discutere della cooperazione economica.

Le relazioni di buon vicinato rappresentano uno dei requisiti fondamentali per i sei paesi dei Balcani occidentali, tra cui Serbia, Macedonia e Kosovo, per avanzare nel cammino di adesione all’Unione europea.

(Intellinews, 27.08.2017)

http://www.intellinews.com/western-balkans-countries-adopt-action-plan-to-deepen-economic-cooperation-127836/?source=serbia 

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