Controllo straordinario di tutti gli importatori ortofrutticoli in Serbia

Il ministero dell’Agricoltura, delle foreste e della gestione delle acque ha emesso un ordine per i servizi di ispezione del Paese per eseguire il controllo straordinario di tutti gli importatori di frutta e verdura per eliminare, come si dice, le più piccole irregolarità relative alle etichette dei prodotti importati in Serbia.

L’obiettivo del Ministero attraverso controlli più intensi dei prodotti agricoli nel mercato è quello di prevenire qualsiasi tentativo di disturbo dei cittadini e della quiete publica.

“La questione più importante in assoluto è la sicurezza alimentare nel nostro paese e per questo motivo ricordiamo ancora una volta che prima di approvare ogni importazione è necessario eseguire controlli di laboratorio dettagliati che, anche nel caso delle etichette dei pomodori, hanno dimostrato che si trattava di un prodotto completamente corretto,” fa notare il Ministero.

Qualche giorno fa, i media hanno riferito che la buccia del pomodoro importato in Serbia dalla Turchia non era per il consumo umano, ovvero non era commestibile. Il Ministero ha dimostrato che dalle analisi i pomodori importati in Serbia sono sicuri per il consumo umano. Come spiegato, in base ai controlli effettuati dell’importatore, è stato determinato che si è trattato di un errore tecnico nella stampa della etichetta. “Questa dichiarazione veniva utilizzata per gli agrumi (limoni e arance), ed è rimasta al di sotto del testo della etichetta per i pomodori “, hanno dichiarato quelli del Ministero.

Tuttavia, la determinazione della responsabilità per gli errori commessi in relazione al testo della etichetta stessa è oggetto dei Ministeri competenti che avvieranno procedimenti contro i responsabili. “In caso di conferma di responsabilità, tutti i trasgressori, in accordo con le autorità giudiziarie, verranno severamente sanzionati”, ha riferito il Ministero dell’Agricoltura.

(http://www.rtv.rs/sr_lat/drustvo/vanredna-kontrola-svih-uvoznika-voca-i-povrca-u-srbiji_908642.html)

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