Continuano le reazioni per il blocco di South Stream

La vicepresidente del Governo e ministra delle costruzioni, dei trasporti e delle infrastrutture,  Zorana Mihajlovic ha detto che Serbia non è responsabile per la rinuncia russa dal progetto di costruzione del gasdoto “South Stream”.

Credo che le trattative continueranno”, dice la Mihajlovic aggiungendo che è venuta l’ora di spiegare qual era il calcolo economico all’epoca quando i rappresentanti di Serbia avevano stipulato il contratto per la realizzazione di questo progetto.

Il contratto con la NIS non si può cambiare. L’accordo con la Russia non è stato redatto a favore della Serbia, il primo ministro Vucic ha cercato di migliorarne alcune condizioni in esso contenute, però l’ex presidente Boris Tadic deve spiegare cosa avevano fatto, visto che hanno svenduto gli interessi serbi. É vero che la Serbia ha bisogno del gasdotto, però non abbiamo avuto un trattamento uguale come altri paesi”,

Dall’altra parte, nel corso dell’intervista al telegiornale di B92, Boris Tadic,il quale è stato uno dei firmatari dell’accordo energetico con Russia, ha detto che il gasdotto “South Stream” serve ad ambedue, Ue e Russia. “Credo che sia possibile che la costruzione del gasdotto continui. All’Unione europea serve il gas, la Russia non potrà esportare tutto il gas in Cina e quando c’è bisogno da tutte le due parti ci si potrebbe aspettare la realizzazione del progetto”, ha detto Tadic

Tadic ha negato le dichiarazioni della vicepresidente del governo, Zorana Mihajlovic, dicendo che il vantaggio di questo progetto è grande, visto che la parte russa ha investito molto in Serbia e solo per la modernizzazione della raffineria a Pancevo hanno investito 500 milioni di euro.

Per quanto riguarda NIS, questa azienda aveva grandi perdite e oggi sarebbe chiusa se non fosse stata privatizzata. Nel momento della vendita di NIS, tutte le aziende hanno un calo dei prezzi per la crisi economica”, ha detto ex presidente serbo.

Il capo del Partito democratico liberale, Cedomir Jovanovic, da sempre critico dell’accordo energetico stipulato con Russia, ha detto che la situazione attuale è la conseguenza della stupidaggine politica di quelli che hanno firmato questo contratto. Jovanovic aggiunge che la Serbia è rimasta senza la NIS, ora paga il gas di più, nonché l’affito delle sue risore oltre alla concessione in uso del deposito di Banatski Dvor.

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