Conti bloccati per 56.000 imprese. Arriva una nuova legge

In Serbia 56.000 imprese risultano con i conti bloccati per un debito collettivo complessivo che ha raggiunto i 272,2 miliardi di dinari.

Nello sforzo di risolvere il problema il governo ha inviato agli operatori economivi la bozza della nuova legge sulla ristrutturazione consensuale del debito per stabilire migliori relazioni tra imprese e creditori. Secondo i dati della Banca di Serbia citati nella bozza di legge (di cui la Tanjug ha avuto accesso), al 30 aprile 2015 vi erano nel paese erano bloccati i conti di 29.556 società e di 26,239 imprenditori. Questa situazione è appesantita dall’incremento dei prestiti incagliati, ovvero con un ritardo nel pagamento delle rate superiore ai 90 giorni, A settembre 2014 il totale dei non-performing loans era pari a 436,7 miliardi di dinari, equivalenti al 23% di tutit i prestiti erogati dal sistema bancario serbo.

La ristrutturazione consensuale del debito sarà su base volontaria ed stragiudiziale attraverso una ridefinizione dei rapporti tra i creditori, in particolare le banche, e le imprese in difficoltà, con la Camera di Commercio di Serbia che avrà un ruolo di mediazione. La ristrutturazione stragiudiziale delle imprese è la prima di una serie di misure, che passano successivamente per un piano di ristrutturazione preliminare, per la riorganizzazione in bancarotta, fino alla vendita dei beni dei debitori in bancarotta. La procedura dipenderà da quanto e come la banca vorrà essere coinvolta e trovare un accordo. La banca può nona vere interesse a bloccar ei conti di un’impresa, anche durante i negoziati per la ristrutturazione, perché non si vieta agli altri creditori che non sono coinvolti nel processo di poter bloccare i conti e possono beneficiare invece dal coinvolgimento della banca nel processo di ristrutturazione. Inoltre le parti coinvolte nel procedimento potranno fruire di agevolazioni fiscali e benefici che non esistono in condizioni ordinarie.

L’adozione di una legge simile nel 2011 ha mostrato che esistono dei vuoti legislativi e delle inaccuratezze che richiedono l’emanazioen di una nuova legislazione. Fino ad oggi si sono infatti verificati solo due casi di contratto per la ristrutturazione del debito, per cui la nuova proposta di legge lascia questa come una possibilità e non come un obbligo, a differenza della legge attuale. Inoltre le analisi condotte da Camera di Commercio di Serbia e Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo hanno dismostrato che molto spesso come creditori risultavano istituti bancari in bancarotta, che si ritrovano sotto l’amministrazione dell’Agenzia per la garanzia dei depositi. Per questo motivo si è deciso di coinvolgere negli accordi di ristrutturazione del debito due istituzioni finanziarie, al fine di evitare abusi e di introdurre un approccio multilaterale alla ristrutturazione.

(Tanjug, 14.09.2015)

 

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