Consiglio UE: “Non ci sono le condizioni per aprire un nuovo capitolo con Belgrado”

“Il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea ha concluso che le condizioni per l’apertura di un nuovo capitolo nei negoziati di adesione con la Serbia non sono state soddisfatte e che sono necessari progressi in materia di democrazia, indipendenza della magistratura, libertà di espressione e dei media”; lo ha affermato ieri a Bruxelles il Ministro tedesco per gli Affari europei, Michael Roth.

Roth lo ha detto al termine della sessione di due giorni dei Ministri degli esteri dell’UE, e così ha risposto alla domanda dei giornalisti su cosa abbia fermato l’apertura di almeno un capitolo nei negoziati con Belgrado.

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Lo stesso ha sottolineato che “l’apertura del capitolo dei negoziati sull’adesione all’UE non è un dono generoso di Bruxelles e non dipende da Berlino, ma dai progressi compiuti, ed è necessario che la proposta della Commissione europea sia adottata all’unanimità da tutti i membri per aprire un nuovo capitolo”.

“Il Consiglio dei Ministri ha concluso che le condizioni soddisfatte non bastano per aprire un nuovo capitolo nei negoziati con la Serbia”.

“Se nelle discussioni, ha spiegato Roth, si scoprisse che nelle questioni chiave del pluralismo dei media, della democrazia, del pluralismo politico, della libertà di espressione, della riconciliazione nella regione, dell’indipendenza della magistratura, non sono stati compiuti progressi sufficienti, sarebbe molto difficile andare oltre e aprire altri capitoli”.

“Ma non dipende da noi, la cosa non è nelle nostre mani, ovviamente dipende dai Paesi candidati all’adesione”, ha concluso il Ministro tedesco per gli Affari europei.

Ieri i capi diplomatici dell’Unione europea non sono riusciti a concordare l’inizio dei negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l’Albania, e non hanno adottato le conclusioni attese sull’allargamento ai Paesi dei Balcani occidentali.

La decisione sui negoziati con Skopje è stata fermata dalla Bulgaria, che è l’unica che si oppone all’istituzione di un quadro negoziale con la Macedonia del Nord, la quale chiede che la controversa questione bilaterale per la risoluzione di alcune differenze storiche tra le due parti sia inclusa nella discussione.

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