A Belgrado conferenza sull’integrazione economica tra Asia ed Europa

Si tiene fino ad oggi a Belgrado la conferenza scientifica internazionale organizzata dall’Accademia Bancaria di Belgrado in cooperazione con l’Istituto di Scienze Economiche di Belgradocon la russa The Ural State University of Economics, le francesi Università di Nizza Sophia-Antipolis e BALKINT, Università Sorbonne Nouvelle.
Il tema della confrenza è “l’Europa e l’Asia: le prospettive di integrazione economica”. 

Durante i due giorni dell’evento è prevista la presentazione di quasi 40 diverse ricerche e analisi. Gli articoli riguardano tra altro i temi della crescita economica, dell’analisi comparativa dello sviluppo, della competitività e del “catching-up”, dei diversi aspetti finanziari, quali i risultati dei fondi regionali europei, la gestione pubblica e privata dei fondi pensionistici, degli investimenti e delle imprese, la crisi economica – la globalizzazione, la stabilità politica, l’innovazione e l’effetto tangibile dei vari aspetti sociali e culturali.

Durante la giornata di ieri sono stati presentati 23 articoli. Il Serbian Monitor vi riporta alcuni risultati e punti di vista presentati. 

Marko Danon Marko Danon, dell’Universitò di Nizza Sophia Antipolis, ha presentato il tema della competitività territoriale e le relative esternalità cioè le caratteristiche sociali locali che risultano dall’analisi della concentrazione territoriale dei fattori di produttività mobili (le risorse umane e il capitale). Ha mostratto l’emergenza dello schema nucleo-periferia come l’esempio di Parigi o Belgrado, dove si concentra l’attività economica del paese, mentre la periferia diventa esportatore invece che importatore netto dei fattori produttivi, rendendo impossibile l’incremento della sua produttività. Il concetto di nucleo-periferia è osservabile sia a livello nazionale che a quello internazionale e grazie al modello di agglomerazione, secondo il quale i risultati mostrano che regioni competitive o sviluppate hanno più alte probabilità di essere circondati da regioni competitive. Nell’Unione europea si trovano le zone parte del nucleo, le zone convergenti e quelle periferiche (come la Serbia). I paesi a più alto tasso di crescita sono quelli con il gap interterritoriale più alto, come i paesi di recente adesione alla UE. L’esempio è la Romania dove il capitale proveniente dagli investimenti diretti esteri ha sostenuto la migrazione dalla periferia alla capitale, con la capitale che converge verso livelli di sviluppo di livello europeo, mentre la periferia diverge ancora di più. Bernard H. Casey, dell’Università di Warwick e London School of Economics, ha ricordato che questo somiglia molto al concetto di disparità tra nord e sud Italia. 

Spartak Keremidchiev, dell’Accademia delle Scienze di Bulgaria, ha informato che in Bulgaria alcuni studiosi considerano i fondi Europei come una grande causa di disparità regionale nel paese, siccome vengono allocati alle regioni già più sviluppate. Infatti nel 1950 solo il 3% dei fondi comunitari erano destinari allo sviluppo e coesione regionale, mentre adesso gli stanziamenti sono aumentati al 35 % del totale dei fondi, seconda voce per volume dopo quella della politica agricola, e al terzo posto se viene considerato anche il “quantitative easening” della Banca Centrale Europea.

I risultati riportati nel articolo sulle performanze dei hedge foni regionali, presentato da Mr.Mustafa Ozer da Anadolu University, Turchia,  rafforzano i responsabili politici a riconsiderare le loro politiche per limitare i flussi di denaro a breve termine.

Bernard H. Casey, ha esaminato la possibilita di esplorare la diversificazione degli investimenti dei fondi pensionistici in funzione dello sviluppo di progetti infrastrutturali. Egli ha fatto notare che esiste un “infrastructure gap” fisico ma anche sociale (educazione, salute, etc) in Europa centro-orientale stimato in 500 miliardi di euro, e che un possibile fonte delle risorse per tali investimenti sarebbero i fondi pensionistici perché, ricordando la comica legge di Sutton “è lì che ci sono i soldi”, sottolineando che gli investimenti brownfield con quote di proprietà, quindi non totali, potrebbero essere di particolare interesse per i fondi pensionistici dei Balcani occidentali e la CEE.

Xavier Richet da Sorbonne Nouvelle Paris 3, ha fatto notare che è importante osservare la creazione delle catene di valore regionali. Nel ambito della SEE questo può essere visibile nell’impatto delle infrastrutture sul commercio della regione con i diversi partner come la EU. Nel caso della Cina ha commentato: “Dobbiamo tenere conto che i paesi produttori di petrolio sono i partner principali della Cina, perciò l’abrogazione delle sanzioni a Iran e la stabilizazzione regionale sono di grande interesse per la Cina, soprattutto quando molti di questi paesi chiamati “hot spot countries” hanno una situazione piùttosto instabile”.

Nikola Fabris dell’Università di Belgrado e Banca centrale del Montenegro ha fatto un parallelo tra le politiche monetarie di Serbia (targeting l’inflazione), Montenegro (eurizazzione) e Macedonia (targeting tasso di cambio), mostrando che la soluzione per la quale ha optato Serbia ha portato una maggiore fluttuazione e deprezzamento della moneta locale che a portato a un incremento nel numero di crediti in default. 

Tena Prelec della Sussex University ed LSE ha fatto notare che gli investimenti degli UAE in Serbia e Montenegro hanno un carattere di lungo termine con scopo di assicurare ad essi una crescita economica quando la produzione di petrolio diminuirà, attraverso una differenziazione degli investimenti in base a una nota piutosto personale, sottolineando che “gli accordi vengono cementati dai rapporti personali tra i vertici dei tre paesi”. Si osserva anchela trasformazione dell’approccio degli Emirati nell’erogazione dei fondi, da aiuto economico post conflitto ai paesi islamici della regione agli investimenti commerciali ovvero puri investimenti diretti con una logica economica, sia pure di lungo termine. Il moderatore, Mustafa Ozer ha commentato che i paesi di elezione per investimenti sono quelli con almeno una minoranza mussulmana, cosi “prendono due piccioni con una fava”. Le aree di intervento al momento riguardano le costruzioni, i trasporti, l’agricoltura e gli armamenti, con prestiti molto favorevoli di cui non si sa se ci sono “strings attached”.

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