Commercio estero e adesione a UE: rinunce certe e opportunità future

Introduzione alle negoziazioni sul Capitolo 30 – Commercio estero” è il titolo della conferenza tenutasi ieri a  Belgrado a cura della Fondazione ISAC (coordinatore del Gruppo di Lavoro per i capitoli 30 e 31 della Convenzione Europea) e della Fondazione Friedrich Ebert, con il supporto di Convenzione nazionale sull’UE

Questa conferenza aveva come obiettivo quello di proporre agli esperti nazionali e ai membri del Governo la prospettiva da usare come punto di riferimento le esperienze dei paesi vicini che hanno concluso il processo di negoziazione.

All’inizio della conferenza sono state sottolineate due specificità della Serbia in questo momento. La prima si riferisce al fatto che Serbia non è ancora membro dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’altra si riferisce al fatto che Serbia ha stipulato vari accordi sul libero commercio con paesi extracomunitari. Il primo problema deve essere risolto quanto prima, mentre il secondo verrà risolto in automatico dopo l’addesione all’UE. 

Infatti, il capitolo 30 potrebbe essere uno dei più difficili per la Repubblica di Serbia perchè contiene la componente “politica”. Queste normative si riferiscono piuttosto alla politica commerciale nei confronti dell’Unione europea, nonché alla normativa del commercio internazionale. La Serbia ,come tutti gli altri paesi candidati, dovrebbe accettare tali normative e adottare la legislazione rilevante. Però, la Serbia si trova nella situazione specifica a causa delle conseguenze che potrebbero derivare dal processo di cancellazione degli accordi stipulati con i paesi terzi quando essa completerà il processo di adesione all’Ue. Anche se Ue e EFTA sono i partner principali di Serbia, altri importanti accordi sul libero commercio sono stati stipulati con i paesi CEFTA, nonché con Turchia, Russia, Bielorussia e Kazahstan.

Secondo Tanja Miscevic, responsabile della squadra per la negoziazione sull’adesione all’UE e Bojana Todorovic, assistente del Ministro del commercio, telecomunicazioni e turismo, l’apertura del Capitolo 30 non deve essere posta all’interno del contesto politico, visto che si tratta di un accordo completamente economico. Nei suoi confronti con la Commissione Europea, la Miscevic ha detto che la Commissione ha espresso un orientamento positivo sul commercio estero della Serbia. Inoltre, la capa del team di negoziazione ha indicato alcuni dati importanti, cioè ha evidenziato che circa 63% del commercio estero si realizza tra Serbia e i paesi UE, mentre 21% tra Serbia e paesi CEFTA, e poi meno di 5% con gli altri paesi. Lei vede grandi possibilità e potenziale nel mercato dell’UE.

Nebojsa Lazarevic, del Centro per la politica europea ha menzionato che i partner principali della Serbia nel commercio estero sono Italia, Germania, Montenegro, Bosnia e Erzegovina e Russia. I primi tre resteranno i mercati principali per l’esportazione serba, mentre la situazione con altri due si cambierà dopo la conclusione del capitolo 30 e dopo l’addesione all’UE. In questo contesto si dovrebbe prendere in considerazione anche l’esperienza della Repubblica Croazia.

Infatti, la Croazia che è diventata membro dell’UE l’anno scorso, con il suo nuovo status ha smesso di essere membro di CEFTA e conseguentemente il suo export ha evitato nuovi e più costosi dazi doganali. Tatjana Tomic, ex coordinatrice del team di negoziazione croato ha detto che questo scenario si prepara anche per Serbia che dovrebbe imparare dalla loro esperienza. La Tomic ha concluso che nel caso della Croazia l’esportazione verso l’Ue è aumentata, mentre verso i paesi CEFTA è rimasta la stessa nel settore industrale ed è diminuita nel settore agricolo.

In caso dei contratti conclusi tra Serbia e Russia, Bielorussia e Kazahstan, la posizione serba sarà delicata. Questi contratti sono molto significativi per l’industria serba perchè rendono possibile agli investitori stranieri di avviare la produzione in Serbia per poi esportare i loro prodotti nel grande mercato della Federazione russa e dei paesi ex sovietici. Questi accordi diventeranno invalidi nel momento dell’adesione all’UE, il che avrà conseguenze negative sull’economia serba.

Dall’altra parte, alla Serbia, in quanto stato membro dell’Ue, saranno messi a disposizione tutte le agevolazioni che l’Unione vanta verso paesi terzi. In questo modo si apriranno i mercati del Sud America, dell’Africa, degli Stati Uniti, del Canada, della Corea e del Giappone.

Alla fine della conferenza Jan Vandenberghe, il rappresentante della Direzione del commercio della Commissione europea, ha aperto la discussione dicendo che in questo processo è importante avere un feedback da parte degli imprenditori serbi, i quali erano presenti e i quali hanno elaborato il loro punto di vista.

In ogni caso, il Capitolo 30 è piuttosto dettagliato e complesso. Inoltre, gli obblighi che la Serbia dovrebbe compiere possono essere un onere, però se le negoziazioni fossero gestite bene, i temi coperti da questo capitolo potrebbero diventare l’inizio di uno sviluppo nel futuro, assicurando in questo modo condizioni migliori dell’economia serba e l’accesso più facile ai mercati in tutto il mondo.

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