Commercio: Bosnia e Serbia unite nella conquista dell’Arabia Saudita

La visita della prima delegazione congiunta composta da funzionari del settore commerciale provenienti da Bosnia e Serbia in Arabia Saudita avrebbe lo scopo di creare un fronte unico per i due Stati balcanici, in relazione all’incremento dell’esportazioni di armi.

Secondo i commenti degli analisti interpellati da BIRN, la visita congiunta di Ministri del Commercio di Bosnia e Serbia in Arabia Saudita ha lo scopo di rafforzare le esportazioni di armi dalla regione e di proiettare un’immagine di unità tra i due Stati balcanici.

La delegazione, composta tra l’altro dal Ministro del Commercio estero e per le relazioni economiche Mirko Sarovic e dal Ministro serbo del Commercio, del Turismo e delle Telecomunicazioni Rasim Ljajic, è arrivata a Riyadh domenica, trattenendovisi la giornata successiva.

I due Ministri hanno quindi annunciato, nella giornata di lunedì, la creazione di un nuovo comitato trilaterale, che “sosterrà e supervisionerà le attività per promuovere gli scambi e quelle relativi alla realizzazione degli investimenti sauditi in Serbia e Bosnia”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Beta.

Sarovic ha sottolineato i rapporti tra la Bosnia e il regno del Golfo nel settore del turismo, sottolineando che molti musulmani bosniaci sono desiderosi di visitare l’Arabia Saudita per i pellegrinaggi islamici di Hajj e Umrah.

“Aspiriamo ad accogliere come visitatori i cittadini sauditi, per far conoscere loro le bellezze naturali della Bosnia-Erzegovina, e stiamo lavorando per promuovere l’approfondimento delle relazioni, lo scambio di know-how, le visite e il commercio tra i due paesi”, ha dichiarato Sarovic.

Ljajic ha sottolineato che la delegazione congiunta di Bosnia e Serbia ha inviato il messaggio secondo cui pace e sicurezza sono fiorenti nei Balcani. Inoltre, la Camera di Commercio della Serbia ha firmato a Riyad un memorandum di cooperazione con il Consiglio delle Camere di Commercio saudite per il rafforzamento della cooperazione economica, mentre il Presidente della Camera serba, Marko Cadez, ha annunciato la visitia a Belgrado, in aprile o maggio, di una delegazione composta da investitori sauditi. 

Nella delegazione sono state rappresentate anche nove società bosniache appartenenti alla Camera di Commercio Estera della Bosnia, comprese le aziende produttrici di munizioni Pretis, con sede a Vogosca, e Dzamp, con sede a Sarajevo, così come il fornitore di sistemi di certificazione Institut za Certificiranje Sistema.

La Bosnia può vantare uno stretto rapporto con l’Arabia Saudita, che ha versato centinaia di milioni di dollari nel paese, molti dei quali classificati come aiuti, a partire dalla conclusione della guerra del 1992-1995.

La Serbia ha avuto un rapporto meno stretto con lo Stato del Golfo, ma, a seguito di una visita del principe Sultan bin Salman bin Abdul Aziz in Serbia nel 2015, sta cercando di rinsaldare i legami.

Secondo l’analista economico Damir Miljevic, di Banja Luka, l’obiettivo fondamentale di questa visita, a parte quello generale di attrarre investimenti, sarebbe quello di facilitare le esportazioni di prodotti dell’industria militare e di competenze di entrambi i Paesi dei Balcani verso il Regno del Golfo.

“L’Arabia Saudita possiede un gran numero di differenti sistemi militari risalenti a 40 o 50 anni fa, che potrebbero essere riparati e aggiornati dalle aziende provenienti dai Balcani”, sostiene Miljevic.

L’esperto di economia Zlatko Hurtic è convinto, su questa scia, che la Bosnia sia in grado di esportare gli elementi necessari e le competenze per le forze militari dell’Arabia Saudita: “ciò sta già accadendo in quanto un certo numero di aziende bosniache sta esportando equipaggiamento militare di base e munizioni, ma niente di sofisticato”.

Tali esportazioni potrebbero crescere se il Governo dell’Arabia Saudita offrisse concessioni commerciali, ha aggiunto. Ma si tratta di una prospettiva improbabile, considerando il deficit di bilancio saudita causato dai bassi prezzi del petrolio.

Nel frattempo, viene considerato improbabile anche l’aumento degli investimenti in Bosnia attraverso il Fondo Saudita, canale principale per gli aiuti a livello statale, sotto forma di sovvenzioni e prestiti agevolati. Gli investimenti privati, in aumento, sono invece piuttosto limitati a progetti immobiliari nella zona di Sarajevo.

Le dichiarazioni dei Ministri del commercio sul miglioramento dei legami turistici con l’Arabia Saudita, già forti, sono state accolte in linea di principio, secondo Hurtic. Tuttavia, il turismo è “principalmente trainato dal settore privato e non dal governo, ed il governo dell’Arabia Saudita non possiede gli strumenti per stimolare i turisti a visitare la regione”.

Nella visione di Hurtic, il viaggio ha rivestito una rilevanza politica piuttosto che economica.

“La Bosnia sta cercando di aiutare la Serbia ad aprire la porta ad investimenti sauditi, e la Serbia è desideroso di utilizzare questa opportunità e stabilire contatti importanti. A mio avviso gli effetti reali si tradurranno nel lancio di qualche iniziativa che potrebbe essere di interesse per entrambi i paesi, per rilassare i rapporti tra i due Paesi e guadagnare alcuni punti politici, in politica interna ed estera”, sostiene Hurtic.

Le relazioni tra Bosnia e Serbia negli ultimi mesi sono andate incontro ad una fase di tensione a causa di una serie di intrighi politici di alto livello, comprese le rivelazioni secondo cui agenti serbi infiltrati erano presenti ad un evento commemorativo per il massacro di Srebrenica in Bosnia nel 2015, quando il Primo Ministro serbo Aleksandar Vucic venne accolto dal lancio di pietre.

(BalkanInsight, 31.01.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/bosnian-serbian-delegation-launches-charm-offensive-in-saudi-arabia-01-30-2017#sthash.9mUeM5tV.dpuf

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