Scenario e negoziati dopo le elezioni

Seppure il partito del progresso serbo (SNS) ha ottenuto più voti, anche se di poco, rispetto al 2014, in Parlamento ci saranno meno deputati SNS. Il leader del partito Aleksandar Vucic adesso deve decidere quanto ampio vuole il supporto del Parlamento. Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio Elettorale Statale alla coalizione formata da Aleksandar Vucic andranno 131 seggi invece dei precedenti 159. A esponenti dell’SNS andranno meno di 100 seggi. Infatti ai partner di coalizione andranno 37 seggi, di cui 10 all’SDPS del ministro uscente Ljajic, 8 al partito dei pensionati, 4 ciascuno all’SPO di Vuk Draskovic e a Nova srbia di Velimir Ilic.

Nonostante questa situazione gli analisti non ritengono che un tale governo dell’SNS sarebbe debole o instabile. “Il collante del potere è il più forte di tutti. Semplicemente, se vuoi essere al governo devi allearti con l’SNS. Se ci fossero variazioni o defezioni dagli assetti attuali avreste un governo programmaticamente incoerente”, dice il professore alla facoltà di scienze politiche Zoran Stojiljković.

I progressivi hanno dichiarato che proveranno a formare una maggioranza più ampia ma non si sa ancora con quale partner. Da Serbia Unita (JS), alleata dei socialisti, fanno sapere che non vi sono stati contatti. “Ci chiameranno se ne avranno bisogno. Con 131 seggi non credo che gli serviamo. Aiteremo nei settori dove abbiamo ottenuti dei risultati. Che ci piaccia o no, tutti i partiti partecipano alle elezioni per arrivare l governo. Su questo non decidiamo noi”, ha detto il primo uomo di Serbia Unita Dragan Markovic Palma.

Dall’SNS fanno sapere che la comunicazione tra i leader dei partit in questo momento non funziona molto bene. In ogni caso Vucic ha comunicato che il governo sarà pronto dopo l’assemblea straordinaria dell’SNS fissata per il 28 maggio.

Branko Ruzic, vicepresidente del partito socialista (SPS), ha dichiarato che personalmente preferirebbe essere all’opposizione: “Il principio è che chi ha vinto può sfruttare l’opportunità e dimostrare che può dar eun contributo al paese”, ha detto intervendo a un programma televisivo e specificando che il suo partito non ha ancora ricevuto una richiesta ufficiale da parte di Vucic di formare assieme il governo, anche se tale passo sarebbe prematuro.

“Il partito socialista avrà un importante ruolo, all’opposizione come al governo. Se verremo chiamati a formar eil governo le modalità di collaborazione saranno differenti rispetto ai due anni precedenti. Questo è il messaggio per Vucic.

Il vicepresidente dei socialisti ha ribadito che lui preferirebbe essere all’opposizione: “Se l’SPS sarà al governo dipenderà dall’offerta dell’SNS e dalla nostra scelta. Bisogna che Vucic rifletta su cosa si aspetta la Serbia. L’SPS ha dimostrato di avere senso dello Stato, di avere quadri di qualità. In base a quanto accadrà faremo una scelta in base alla nostra dignità”.

Ruzic ha anche sottolineato che allo tsunami politico rappresentato da Vucic nessun altro partito ha resistito eccetto l’SPS.

(N1, 26.04.;  27.04)

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