Come licenziare 100.000 persone?

Si prevede che nei prossimi mesi in Serbia verranno licenziate 100.000 persone che oggi lavorano nel pubblico impiego. Gli esperti evidenziano che prima bisognerà individuare i settori dove vi è il personale in eccesso e i posti di lavoro superflui.

Una delle motivazioni alla base delle dimissioni di Lazar Krstic è la mancata volontà del governo di procedere al licenziamento di 160.000 impiegati statali. In effetti, il suo approccio è che non vi può essere un rilancio dell’economia senza un alleggerimento del settore pubblico.

Ancora non si sa quando partiranno i licenziamenti nel settore pubblico. Il processo direrà vari anni e i primi a perdere il lavoro saranno gli impiegati nelle agenzie e nei fondi governativi, nelle amministrazioni comunali e quelli delle imprese sociali non privatizzate. “Quanto prima bisogna procedere alla sistematizzazione e identificazione dei lavoratori in eccesso”, dichiara Nikola Altimparov del Consiglio Fiscale. “Sappiamo che vi è eccesso di personale a livello di amministrazioni locali e di personale paramedico nella sanità. Bisogna fare un censimento per procedere poi a implementare negli anni una logica di licenziamento razionale”, afferma Altimparov.

L’economista Miladin Kovacevic ritiene che vi potrà essere una ricollocazione di parte dei lavoratori perché in molti settori vi è una carenza di personale. “Credo che vi saranno delle ricollocazioni perché la forza lavoro manca. Riorganizzazione dei carichi di lavoro, ricollocazioni, tutto dovrà però essere fatto in fretta perché il consolidamento del bilancio statale non può essere rimanadato”.

Secondo le stime, ils ettore pubblico deve dimagrire di 100.000 unità. La domanda che rimane è se verranno licenziati quelli che devono esserlo o verranno invece licenziati quelli senza protezioni politiche. “Non dobbiamo penalizzare i lavoratori in maniera irrazionale. E’ difficile fare questo senza un approccio razionale e se questo avvenisse i problemi si trascineranno per gli anni a venire”, afferma Altimparov, mentre Kovacevic dal suo canto ritiene che non sia tanto importante il criterio basato su chi e come è stato assunto è meno importante rispetto a quello basato sulle effettive esigenze di personale.

Lo stipendio medio nel settore pubblico è del 40% più alto rispetto al settore privato. La riduzione del personale nel pubblico impiego garantirebbe un risparmio alle casse statali di varie centinaia di milioni di euro. Nelle imprese statali serbe vi sono non meno di 4200 persone con posizioni dirigenziali. Nella sola EPS (NdT: Ente elettrico di Stato) vi sono 600 direttori con stipendi di fascia alta. Il salario medio alla EPS è di 75.000 dinari al mese, circa il doppio della media del paese, come hanno evidenziato i dati recentemente presentati dal ministro dell’economia Dusan Vujovic.

L’associazione dei datori di lavoro ritiene che nel settore pubblico basterebbero 200.000 persone mentre ora ve ne sono occupate 635.000. 

(B92, 20.07.2014)

 

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