Come investire i soldi del prestito emiratino?

Il prestito da un miliardo di dollari concesso dal Abu Dhabi alla Serbia al tasso agevolato del 2% ha aperto un dibattito su come meglio indirizzare queste risorse.

Il ministro delle finanze Lazar Krstic ha dichiarato che questo prestito rafforzerà i rapporti bilaterali tra Serbie ed Emirati Arabi Uniti, sostenendo l’economia serba e aprendo opportunità di investimento per entrambi i lati, “In particolare – ha sottolineato il ministro delle finanze emiratino Al Suvaidi – da parte delle imprese emiratine, sia pubbliche che private, che intendono investire in Serbia”.

sheik-muhamed-bin-zajedIl primo vice primo ministro Aleksandar Vucic ha rimarcato ieri che il prestito servirà per saldare i prestiti precedenti accesi a condizioni sfavorevoli ma si è augurato che almeno una parte delle risorse venga indirizzato verso investimenti produttivi. Quello che Vucic dà per certo è che verranno chiusi gran parte dei prestiti degli anni scorsi accesi al tasso del 7,5%. Anche gli esperti concordano in questo approccio: contenere il peso degli interessi, rilanciare il ciclo produttivo in Serbia. sanare i buchi di bilancio o costituire una banca per la ricostruzione e lo sviluppo del paese. Imprenditori e banchieri concordano sul fatto che le risorse devno essere indirizzate verso i settori dell’energia, dell’agricoltura, delle telecomunicazioni e dell’information technology.

Sui media è iniziato il dibattito sul modo in cui dovrebbero essere utilizzati questi fondi. Intervistato dall’agenzia FoNet, il Presidente del Consiglio della Banca Nazionale di Serbia, Nebojsa Savic, ha esposto idee in linea con quelle di Vucic. Da un lato, bisogna colmare il gap tra entrate e uscite di bilancio; dall’altro, devono essere restituiti i prestiti per cui vengono pagati gli interessi maggiori e fatti investimenti nei settori-chiave, come le infrastrutture, l’educazione e il consolidamento delle imprese pubbliche. Per Savic, il credito emiratino è concesso a condizioni estremamente favorevoli ed è un segnale di fiducia nelle potenzialità del Paese. Potenzialità che, secondo l’economista, sono enormi e che ora devono essere sfruttate.

Il Presidente del Consiglio degli economisti di Serbia, Aleksandar Vlahovic, è solo in parte d’accordo. Anch’egli ritiene che vadano restituiti i prestiti più onerosi, ma – contrariamente a Savic e Vucic – non pensa che lo Stato debba “pompare denaro” nell’economia: “Lo Stato deve sistemare il suo angolo, consolidando ed equilibrando il bilancio, oltre che dedicandosi alle riforme”, queste le sue conclusioni.

Pavle Petrovic, direttore del Consiglio Fiscale, dichiara che “Al momento non abbiamo alternative: bisogna ridurre il debito pubblico”. Slavko Caric, presidente del consiglio di amministrazione della banca Erste Bank, propone di fondare una banca serba per la ricostruzione e lo sviluppo, la quale con un miliardo di dollari di capitale iniziale potrebbe avere le risorse per continuare ad accedere altri prestiti per almeno il triplo. “Questo prestito è a condizioni tanto favorevoli da essere fuori mercato e può essere sfruttato al meglio solo solo se il governo accellera sulle riforme perché davvero non c’è più spazio per ulteriori debiti per cui bisogna chiudere i prestiti vecchi siglati a tassi svantaggiosi”.

Per Milojko Arsic, professore di economia dell’Università di Belgrado, il prestito dovrebbe essere usato per risurre il deficit di bilancio già quest’anno.

La governatrice della Banca di Serbia Jorgovanka Tabakovic ha dichiarato che è importante indirizzare queste risorse nelle aree dove possono avere il miglior impatto ed essere sottoposte a controlli. Il miliardo di dollari non ha vincoli di utilizzo e gli emiratini hanno lasciato ai serbi decidere come meglio allocarlo.

La Tabakovic ha sottolineato di aver ricevuto apprezzamenti “da Londra a Washington” per la stabilità del dinaro e che a partire dal 2000 i governi che si sono succeduti hanno stipulato 232 contratti di prestito.

Per la Tabakovic il progetto “Belgrado sull’acqua” permetterà alla capitale di essere presente sulla mappa turistica ed economica del mondo mentre sulla lotta alla corruzione la governatrice ha dichiarato che bisogna creare le condizioni per il benessere dei cittadini e fare in mondo e che è giunto il momento che i serbi stiano attenti ai loro interessi.

 

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