Come creare 50.000 posti di lavoro nel 2014?

Il Governo ha l’ambizioso progetto di creare 50.000 posti di lavoro il prossimo anno. Gli esperti, però, ritengono più probabili ulteriori licenziamenti.

Mentre in Serbia è stata raggiunta la percentuale record del 24,1% di disoccupati e l’economia ristagna, il Governo promette la creazione di 50.000 posti di lavoro. Gli esperti, però, ritengono che anche il prossimo anno vi saranno più licenziamenti che assunzioni. Al momento in Serbia la persone senza lavoro sono 776.000. Dall’inizio della crisi nel 2008, il numero di disoccupati non smette di crescere e la percentuale è aumentata del 10%. Nevenka Lukic del Centro nazionale per l’impiego dice che dalla fine dello scorso anno l’aumento del numero di disoccupati ha leggermente rallentato. “Stando ai questionari sulla forza lavoro, abbiamo circa 27.700 disoccupati in meno e circa 44.000 occupati in più. E’ vero che sono piccole cifre, ma mostrano una possibile tendenza positiva, anche se noi attendiamo il questionario di ottobre per vedere se il trend di crescita continuerà”, dice la Lukic. Il leggero aumento del numero di occupati è abituale nei mesi estivi, quando ai programmi del centro nazionale si presentano i cittadini che non hanno lavoro e che non sono nemmeno registrati, spiega la Lukic.

Se si conteggiasse anche questa parte di cittadini, la percentuale di disoccupazione in Serbia arriverebbe al 30%, dice Milan Knezevic dell’Associazione delle piccole e medie imprese. Egli sostiene che è molto più realistico ritenere che nel 2014 i licenziamenti siano maggiori delle assunzioni. “Nelle ristrutturazioni delle imprese pubbliche perderanno il lavoro non meno di 15.000 persone, e se verrà approvata la legge sul lavoro in base alla quale il datore verserà il TFR solo per il periodo in cui il lavoratore è stato impiegato presso di lui, questo porterà molti datori di lavoro a risolvere la questione degli esuberi con piccole spese”, avverte Knezevic.

Con un’economia che l’anno scorso ha segnato perdite del 77%, una delle condizioni per la creazione di nuovi posti di lavoro è la diminuzione di tasse e contributi. Gli imprenditori sostengono che è molto più economico conservare i vecchi posti di lavoro che dare grandi stimoli per crearne nuovi e che è necessario risolvere il problema del lavoro in nero.

Anche le statistiche confermano la criticità della situazione: ad aprile la percentuale di disoccupazione ha toccato il 24,1%, con un aumento del 1,7% rispetto ad ottobre dell’anno scorso e quasi del 2% rispetto ad aprile 2012. Una persona attiva su tre, in Serbia, è senza lavoro. La disoccupazione è più alta tra le persone con meno di 30 anni, con un tasso del 51,2%,  e nella zona sud-orientale del Paese, con una percentuale del 26,3%. Rispetto al 2008 e l’inizio della crisi economica, si nota un continuo aumento del numero dei cittadini che rimangono senza lavoro: allora la disoccupazione era al 14,7% e fino ad oggi sono 500.000 le persone che sono state licenziate, mentre negli ultimi 13 anni quasi un milione è rimasto senza libretto di lavoro. Contemporaneamente, rispetto al 2013 il numero di cittadini che lavora in nero è aumentato del 1,2%.

(B92.net, 30.07.2013)

posao

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