I cittadini non subiranno conseguenze a causa del basso livello del Danubio

L’approvvigionamento di energia elettrica è stabile e la situazione è molto migliore rispetto al resto della regione, ha dichiarato ieri il Primo Ministro serbo, il professor Đuro Macut.

Il presidente del Governo della Serbia, il professor Đuro Macut, ha rivolto un appello alla popolazione, invitandola a razionalizzare il consumo di energia elettrica e di acqua nei prossimi giorni. Al termine della riunione di ieri del Comitato di crisi, ha dichiarato che la situazione energetica è completamente stabile, aggiungendo che sono in corso interventi per garantire il regolare funzionamento della navigazione sul Danubio. Ha sottolineato che il Governo sta facendo tutto il possibile affinché i cittadini non risentano delle conseguenze del basso livello del fiume e ha precisato che non è stata introdotta alcuna misura restrittiva nei confronti della popolazione.

La situazione non è da sottovalutare, ma non è nemmeno così allarmante. Al momento i cittadini non subiranno conseguenze, ma resta la raccomandazione e l’invito a utilizzare con razionalità le nostre risorse. Si tratta di una crisi che interessa tutta l’Europa, causata dalla grave siccità, dal basso livello dei fiumi e dalle scarse precipitazioni. Nel fine settimana ci sono state piogge in Germania e in Baviera, ma non hanno avuto un impatto significativo sul livello del Danubio. Ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti nella storia recente del nostro Paese e dell’Europa centrale“, ha affermato Macut.

L’approvvigionamento di energia elettrica in Serbia è stabile e la situazione è nettamente migliore rispetto a quella del resto della regione. Tuttavia, a causa della prolungata ondata di caldo e del basso livello del Danubio, viene rivolto un appello al risparmio energetico e a un consumo responsabile di elettricità, ha dichiarato Duško Aničić, direttore esecutivo per la gestione del sistema e del mercato presso la società Elektromreža Srbije (EMS). “La sfida maggiore si presenta nelle ore serali, quando il sole tramonta e la produzione di energia solare si interrompe. È proprio in quel momento che tutti i gestori dei sistemi elettrici devono riuscire a mantenere l’equilibrio tra domanda e produzione“, ha spiegato Aničić alla radiotelevisione pubblica RTS, come riportato dall’agenzia Tanjug.

Aničić ha aggiunto che, per quanto riguarda l’approvvigionamento e la fornitura di energia ai consumatori, la Serbia si trova in una posizione molto migliore rispetto ai Paesi vicini. “Attualmente stiamo pompando energia nella nostra centrale idroelettrica reversibile, accumulandola nel bacino artificiale per poterla utilizzare nei momenti di maggiore criticità, durante il picco serale della domanda“, ha aggiunto Aničić. Secondo lui, i maggiori importatori di elettricità in questo momento sono Italia, Ungheria, Austria, parte della Germania e Croazia, mentre la Serbia importa quantitativi più limitati, prevalentemente nelle ore mattutine, quando i prezzi sono più bassi, accumulando poi l’energia come riserva. Aničić ha inoltre sottolineato che, durante l’allerta meteo rossa, tutte le squadre operative dell’EMS restano reperibili 24 ore su 24 per intervenire tempestivamente in caso di problemi nella fornitura. In questo periodo vengono inoltre rinviati i lavori di manutenzione programmata e vengono mantenute in servizio tutte le linee ad alta tensione, affinché la rete possa operare alla massima capacità.

Miloš Mladenović, direttore esecutivo della borsa elettrica serba SEEPEX, ha dichiarato al quotidiano Politika che nelle ore serali, tra le 20 e le 22, il prezzo di un megawattora ha raggiunto anche i 550 euro. Ieri si è attestato fino a 500 euro, ma ha precisato che sulla piattaforma è comunque possibile acquistare energia elettrica. “Sulla borsa operano più di cinquanta trader che vendono energia elettrica: non c’è soltanto Elektroprivreda Srbije, ma anche numerosi altri operatori. Il prezzo medio del megawattora registrato ieri per la consegna odierna oscilla tra i 174 e i 185 euro, a seconda che si tratti delle contrattazioni concluse ieri o di quelle effettuate oggi per la consegna di domani. La scorsa settimana la situazione era leggermente migliore e il prezzo medio variava tra i 105 e i 115 euro per megawattora. SEEPEX riflette pienamente l’andamento del mercato dell’energia elettrica non solo in Serbia, ma nell’intera regione, dove la situazione è complessivamente difficile a causa del basso livello dei fiumi. Anche le notizie relative alla possibile sospensione dell’attività di alcune centrali nucleari per la carenza d’acqua necessaria al raffreddamento dei reattori stanno esercitando ulteriori pressioni sia sull’approvvigionamento sia sui prezzi. In Ungheria il prezzo del megawattora per oggi è di 178 euro, quindi sostanzialmente in linea con quello registrato in Serbia“, ha spiegato. “A causa del persistere dell’ondata di caldo, è prevedibile che nei prossimi giorni questi prezzi possano aumentare ulteriormente ed è realistico aspettarsi che rimangano elevati finché la situazione dei corsi d’acqua non si stabilizzerà e l’attuale ondata di calore non sarà terminata“, ha aggiunto Mladenović.

Per quanto riguarda la disponibilità d’acqua e il funzionamento della Raffineria di Pančevo, fonti non ufficiali riferiscono che la situazione è sotto controllo, sebbene il basso livello del Danubio possa rendere più difficile l’approvvigionamento della quantità d’acqua necessaria, compromettendo direttamente la stabilità dei principali processi produttivi e rendendo eventualmente necessaria una sospensione temporanea della produzione. L’acqua è infatti indispensabile per i processi tecnologici fondamentali e per la sicurezza dell’impianto. È necessaria anche per la protezione antincendio e per il raffreddamento dei sistemi impiegati nell’abbassamento della temperatura dei processi ad alta intensità termica. Il vapore acqueo è essenziale per il funzionamento degli impianti e delle turbine, mentre l’acqua interviene direttamente in alcune fasi del processo di raffinazione del petrolio. Nel frattempo, il greggio continua ad arrivare a Pančevo attraverso l’oleodotto JANAF, dopo che la licenza concessa a NIS è stata prorogata fino al 28 agosto.

Attualmente, una chiatta con una capacità nominale di 1.600 tonnellate può trasportare soltanto il 25-30% del proprio carico. Per garantire il fabbisogno necessario di petrolio greggio sono quindi necessarie circa 145 chiatte. Una sola chiatta equivale alla capacità di trasporto di 25 vagoni cisterna ferroviari o di circa 60 autocisterne.

L’Ungheria spegne le insegne pubblicitarie

Nel frattempo, dall’Ungheria fanno sapere che il Paese si sta preparando a misure di risparmio energetico. A partire dalle ore 17 di ieri sono stati spenti gli impianti pubblicitari esterni, ha reso noto l’Associazione ungherese della pubblicità esterna, secondo quanto riferito da HVG.

Il provvedimento riguarda oltre mille spazi pubblicitari in tutto il Paese, inclusi display digitali, pannelli retroilluminati e insegne luminose sui tetti, sia a Budapest sia nelle aree rurali, riferisce l’agenzia MTI. Il gruppo di lavoro governativo ha deciso che, per il momento, non è necessario imporre limitazioni ai consumi di energia elettrica delle imprese industriali, poiché oltre trecento aziende hanno già annunciato che ridurranno volontariamente il proprio consumo energetico per un totale di circa 400 megawatt. Si prevede inoltre che altre 270 imprese aderiranno a questa iniziativa di responsabilità sociale.

La compagnia ferroviaria nazionale ungherese ha annunciato che sospenderà il traffico ferroviario merci ieri e oggi tra le 17 e le 22. Anche i cittadini ungheresi hanno contribuito al risparmio energetico in tutto il Paese e il Governo li ha ringraziati per il loro comportamento responsabile e per la collaborazione.

(Politika, 04.08.2026)
https://www.politika.rs/sr/clanak/776131/gradani-nece-trpeti-zbog-niskog-vodostaja-dunava

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