L’Ispettorato del lavoro ha avviato procedimenti giudiziari nei confronti delle società Antares Construction e della filiale belgradese della PowerChina International Group per il sospetto di aver impiegato lavoratori “in nero” nei lavori per l’EXPO 2027, ha reso noto il Centro per il giornalismo investigativo della Serbia (CINS). I procedimenti sono in corso da quasi un anno.
La documentazione mostra che, nel corso di un solo mese, l’Ispettorato del lavoro ha trovato presso il cantiere dell’EXPO 30 lavoratori provenienti da Turchia e Cina senza permessi di lavoro. Il numero è probabilmente ancora più alto perché, secondo quanto riferito da alcuni operai edili, questi si allontanano dal cantiere quando arriva l’ispezione, scrive il CINS.
Yusuf Firat Baran, che ha lavorato per Antares Construction, racconta di aver consegnato temporaneamente il passaporto all’azienda, la quale avrebbe dovuto registrare la sua residenza e rilasciargli, come prova, il cosiddetto “cartellino bianco”. Come ha dichiarato al CINS, gli è stato detto che ciò sarebbe stato sufficiente a dimostrare che lavorava legalmente in attesa del permesso di lavoro. Lavorava all’EXPO da circa tre mesi quando, all’inizio di febbraio 2025, un’ispettrice del lavoro è arrivata senza preavviso al cantiere. “Egiziani, peruviani, arabi, che lavoravano per altre imprese subappaltatrici, sono fuggiti dal cantiere in preda al panico. Noi siamo rimasti“, ricorda Yusuf. Nel verbale redatto dall’ispettrice, ottenuto dal CINS, si legge che quel giorno sono stati trovati sul cantiere 26 lavoratori della Antares Construction privi di permessi di lavoro, tra cui anche Yusuf, che non è fuggito perché riteneva di essere impiegato legalmente.
Marija Anđelković, dell’organizzazione Astra, che tra le altre cose si occupa anche della tutela dei diritti dei lavoratori, spiega che un lavoratore impiegato senza le necessarie autorizzazioni è esposto a diversi rischi. “Una situazione del genere crea spazio per vari abusi – dal mancato pagamento dei salari, al lavoro straordinario non retribuito, fino al ritiro dei documenti e alla limitazione della libertà di movimento“, ha dichiarato al CINS.
L’Ispettorato del lavoro ha controllato i cantieri dell’EXPO e dello stadio nazionale di calcio almeno sette volte nell’ultimo anno e mezzo. Così, nel febbraio 2025, presso il cantiere dello stadio nazionale, l’ispezione ha registrato quattro lavoratori cinesi privi di permessi di lavoro. Tutti erano stati impiegati dalla filiale belgradese della PowerChina International Group Limited, parte della grande corporazione cinese PowerChina. L’Ispettorato ha presentato una denuncia per illecito amministrativo contro di loro.
(Nova Ekonomija, 19.03.2026)
https://novaekonomija.rs/vesti-iz-zemlje/cins-radnici-na-expo-angazovani-na-crno-na-sudu-zavrsile-powerchina-i-antares-construction
