Cibo a peso d’oro

Per efficacia del mercato e misure antimonopolistiche, la Serbia è, secondo le analisi del forum mondiale dell’economia, al 142esimo posto su 144 Paesi

A causa del mercato monopolizzato, di ridotte sovvenzioni all’agricoltura e di un cattivo clima lavorativo, la Serbia ha il cibo più caro della regione balcanica. Le spese alimentari mettono sempre più sotto sforzo il bilancio delle famiglie serbe. I dati più recenti della Camera di Commercio mostrano che i prezzi del cibo, quando si confrontano i prezzi dei Paesi della Penisola balcanica, nell’ultimo anno sono aumentati di più in Serbia (12,9%); nella classifica seguono Croazia e Montenegro (6,5%), Macedonia (5,3%) e Slovenia (3,3%). Al Ministero del Commercio spiegano che l’agricoltura partecipa nei prezzi per il 35%, mentre le ragioni di alimenti così cari vanno cercate nel fatto che 4 catene di distribuzione controllano il 62% del mercato. Per Hasan Hanic, dell’accademia bancaria di Belgrado, il problema chiave è il pessimo clima lavorativo serbo. Una concorrenza più forte assicurerebbe un’offerta più ricca e rallenterebbe la crescita dei prezzi degli alimentari, sostiene Hanic. Secondo le valutazioni degli esperti, i prezzi alti sono conseguenza anche di insufficienti sovvenzioni per l’agricoltura, fino a cinque volte minori rispetto agli altri Paesi della regione. In ogni caso, grazie ad una buona stagione nel settore agricolo, da settembre si possono prevedere prezzi più bassi per alcuni prodotti alimentari come il pane, l’olio e lo zucchero.

(B92.net, 09.07.2013)

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