Ci sarebbero conseguenze, a causa della guerra in Ucraina, sull’economia serba

Secondo il professore della Facoltà di Economia, Milorad Filipović, e il direttore del programma dell’unità di ricerca economica dell’organizzazione “Lubeck”, Mihajlo Gajić, le conseguenze della guerra in Ucraina potrebbero essere molto gravi per la Serbia.

“Temo che ci possano essere conseguenze a lungo termine, soprattutto in relazione alla Federazione Russa, con la quale abbiamo un volume e un’importanza strategica molto grandi nel commercio, verso cui abbiamo un grande deficit e da cui dipendiamo in gran parte per l’energia”, dice il professor Filipovic. Sottolinea che già quest’anno e in quelli a venire si aspetta un duro colpo al prezzo dell’energia – petrolio e gas, cosa che aumenterà sicuramente l’inflazione in Serbia.

“Quando i prezzi di carburante e cibo nel nostro Paese non saranno più congelati, e tenendo conto che la Russia e l’Ucraina sono i maggiori produttori di cereali, possiamo aspettarci significativi colpi inflazionistici alla nostra economia”, ha affermato Filipović,  aggiungendo che una cosa positiva è che si prevede un’ulteriore crescita dei prezzi dei cereali sul mercato mondiale, così che la Serbia che li produce può aspettarsi un afflusso maggiore di entrate, cosa che però inevitabilmente influenzerà anche sui prezzi.

Gajic dice che in Serbia ci si avvicina lentamente al prezzo di 200 dinari per litro di carburante, sebbene la cosa più importante sia cosa accadrà all’economia mondiale in generale e come tutto si riverserà sul Paese. L’esperto sottolinea che le sanzioni imposte alla Russia dall’UE “sono un’arma a doppio taglio” e ha evidenziato che le industrie dei Paesi dell’UE che avevano forti capacità di lobbying sono riuscite a evitare di allinearsi alle sanzioni contro la Federazione Russa, per esempio i produttori di beni di lusso dall’Italia che hanno evitato di applicarle.

Il professor Filipovic crede che non ci debba essere timore per carenze in Serbia dovute alla crisi ucraina; problemi potrebbero esserci intorno all’afflusso di gas “perché non può saltare gli altri che hanno imposto sanzioni alla Russia e arrivare da noi. E non credo avremo problemi per cibo e prodotti alimentari”. Lo stesso ha sottolineato che l’espulsione delle banche russe dal sistema SWIFT avrà conseguenze perché non ci sono alternative realistiche a questo.

Lui concorda con Gajić sul fatto che i Paesi dell’UE hanno fatto eccezioni per alcune società, tra cui “Gazprom”, che è importante per l’economia dell’UE e quindi non è stata sanzionata e ha ricordato che per la Serbia è valso lo stesso principio: durante le sanzioni degli anni ’90 non era stato imposto un divieto all’esportazione dei lamponi congelati perché era un prodotto di cui l’Europa aveva bisogno come ora ha bisogno del gas russo.

Gajic afferma che non ci sono banche russe in Serbia, che la “Sberbank” è stata appena venduta e che c’è solo una piccola banca di proprietà di un individuo russo, che però vive e lavora in Serbia da anni. Ha anche ricordato che la NBS, quando ha visto che sarebbero state imposte sanzioni contro la “Sberbank”, ha dato espressamente il permesso all’AIK Bank di acquistarla.

Tutto sommato, secondo Gajic, il sistema bancario serbo è stabile e solvibile e, in tal senso, la crisi intorno all’Ucraina non dovrebbe avere un impatto maggiore sulla Serbia. Per quanto riguarda gli aspetti politici della crisi in Ucraina e la posizione della Serbia sulla scena internazionale, Gajic crede che la Serbia non sarà un membro dell’UE nel prossimo futuro, e si aspetta anche pressioni politiche più forti sul suo percorso di integrazione nell’UE: “Non possiamo stare seduti su due sedie per sempre”.

Dello stesso avviso è il professor Filipović, il quale dice che la posizione politica presa dal Paese può costare caro nei progressi verso l’integrazione europea. “Con l’ulteriore escalation del conflitto in Ucraina, il nostro spazio di manovra sarà sempre più piccolo fino a quando non ci verrà detto apertamente di decidere dove e con chi stare, e penso che accadrà rapidamente se l’escalation in Ucraina continuerà”.

Gosti N1: Očekuju se ozbiljne posledice rata u Ukrajini po našu ekonomiju

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