In Serbia, secondo i dati del Commissariato per i rifugiati e le migrazioni, dall’inizio dell’anno sono stati registrati 2.766 migranti, il 46% in meno rispetto allo scorso anno. Chi sono queste persone, da quali Paesi provengono prevalentemente e dove intendono dirigersi? A rivelarlo è l’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite.
Il rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni si basa sulle interviste realizzate tra aprile e giugno di quest’anno con 221 migranti ospitati in diversi centri di accoglienza. La nazionalità degli intervistati offre un quadro indicativo delle nazionalità dei migranti attualmente presenti in Serbia. Tra loro, la quota maggiore proviene dall’Afghanistan (47%), seguita dai cittadini egiziani (8%), pakistani (8%), sudanesi (6%) e marocchini (5%).
Le motivazioni che spingono a lasciare il proprio Paese variano in base al luogo di provenienza: mentre le persone provenienti dall’Afghanistan e dal Sudan affermano di fuggire da conflitti armati, i cittadini di Egitto, Marocco e Pakistan indicano più frequentemente ragioni economiche come motivo della partenza.
L’età media degli intervistati è di 27 anni: l’86% è composto da uomini e il 14% da donne. Tre quarti degli intervistati non sono sposati, mentre un quarto è coniugato.
Il questionario rivela che la maggior parte delle persone che hanno lasciato il proprio Paese non possiede un’istruzione formale (19%) oppure ha completato soltanto l’istruzione primaria (35%). Il 31% degli intervistati ha un livello di istruzione secondaria inferiore, mentre il 10% ha un’istruzione secondaria superiore. L’istruzione terziaria, che comprende una laurea o un titolo superiore, riguarda il 4% dei partecipanti al sondaggio dell’ONU.
Le loro risposte delineano un quadro chiaro delle rotte migratorie. Nella maggior parte dei casi (80%), i migranti sono entrati in Serbia passando dalla Macedonia del Nord. Solo il 9% è arrivato in Serbia in aereo, mentre il 7% è entrato dalla Bulgaria.
Se la Macedonia del Nord rappresenta il principale Paese di ingresso, la Bosnia ed Erzegovina è invece, per la maggior parte degli intervistati, la tappa successiva desiderata nel proseguimento del viaggio verso l’Europa occidentale. Ben il 67% degli intervistati ha indicato la Bosnia ed Erzegovina come il Paese in cui vorrebbe recarsi successivamente, una percentuale nettamente superiore rispetto all’Ungheria (28%) e alla Croazia (6%).
Come destinazione finale desiderata, più della metà degli intervistati (54%) ha indicato l’Italia. Seguono la Francia (18%) e la Germania (16%), mentre il 13% degli intervistati ha dichiarato di voler rimanere in Serbia.
Le risposte degli intervistati confermano che i trafficanti continuano ad avere un ruolo significativo nel processo migratorio, dal momento che il 73% delle persone ha dichiarato di aver ricevuto assistenza durante l’attraversamento di almeno una frontiera. La durata media del viaggio per tutti gli intervistati è di 312 giorni.
(Insajder, 04.08.2026)
https://insajder.net/vesti/ko-su-danas-migranti-u-srbiji-odakle-dolaze-kuda-zele-da-stignu-i-koliko-dugo-putuju
