Chi si nasconde dietro la protesta con fumogeni e torce a sostegno del partito SNS?

L’Associazione per la protezione della gioventù (Udruženje za zaštitu mladih) sostiene di essere l’organizzatrice della contro-azione di protesta, attraverso l’accensione di torce e fumogeni e messaggi offensivi al presidente del Partito della libertà e della giustizia Dragan Djilas, vista sui tetti degli edifici di Belgrado negli ultimi giorni; la stessa Associazione riceve denaro per i suoi progetti dal bilancio della città di Belgrado e da altre amministrazioni locali in Serbia. Lo statuto afferma che “uno dei suoi obiettivi è sostenere una società tollerante e senza discriminazioni”.

Secondo i dati del sito web dell’Agenzia dei registri delle imprese, l’Associazione per la protezione della gioventù è stata fondata nel marzo 2015 con sede a Rakovica e il suo rappresentante è Ivan Djordjevic, che risiede a Belgrado.

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Secondo lo statuto, l’Associazione è stata istituita per dare vita a una “società civile e consentire una partecipazione dei giovani alla vita pubblica della Serbia”. Alcuni degli obiettivi sono la promozione dell’attivismo giovanile nella sfera della vita pubblica, l’importanza dei diritti umani e la promozione dei valori europei, l’uso dello sport e dell’istruzione per una crescita sana della gioventù e la promozione di una società tollerante e non discriminatoria.

Alla pagina Facebook ufficiale dell’Associazione in questi giorni è stato difficile accedere perché gli amministratori limitavano la visibilità dei post.

Nel profilo Instagram, tra gli ultimi ci sono post che annunciano una contro-azione: “Dì no a coloro che hanno sostenuto il coronavirus contro la Serbia”, e si menzionano “politici magnati” e “quelli che sono diventati milionari a spese dei cittadini”, assieme alle fotografie dei leader dell’opposizione Dragan Djilas, Vuk Jeremic, Bosko Obradovic, Sergej Trifunovic e altri.

In precedenza, l’Associazione si è occupata della distribuzione di biglietti per i teatri e della promozione della campagna per una guida sicura dell’Agenzia per la sicurezza stradale.

La stessa, negli anni precedenti, era già famosa per il suo impegno nell’organizzazione e partecipazione ad azioni pro-governative, come quella di fronte alla Radio Televisione della Vojvodina nel giugno 2016, o per esempio quella contro le proteste della società civile dopo la demolizione a Savamala. Allo stesso tempo, era stata coinvolta nella promozione del progetto “Beograd na vodi”, sotto la sponsorizzazione dei media della televisione “Studio B”.

Nel gennaio 2017, i giovani ragazzi dell’associazione sul lungofiume avevano distribuito infatti del materiale pubblicitario ai cittadini con il messaggio che “grazie al progetto “Beograd na vodi”, i giovani non dovranno più scappare all’estero, ma potranno costruirsi una carriera nel loro Paese”.

Secondo il portale “nova.rs”, cinque giorni dopo l’introduzione dello stato di emergenza, un progetto dell’Associazione per la protezione della gioventù dal titolo “La vita come in un film” era nell’elenco dei progetti approvati dall’Ufficio per i giovani della città di Belgrado. Secondo il documento, che è stato pubblicato sul sito web della città, a questo progetto verranno assegnati 700.000 dinari.

L’associazione culturale indipendente “Nezavisna kulturna scena Srbije” (NKSS) in precedenza aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica su questa Associazione, e lo scorso anno aveva segnalato omissioni e violazioni delle procedure nella distribuzione dei fondi dal budget della città per progetti nel campo della cultura. In tale contesto, l’NKSS aveva anche citato l’Associazione per la protezione della gioventù, il cui discutibile progetto “Con la cultura verso la gioventù” aveva ricevuto 900.000 dinari.

Secondo “nova.rs”, l’Associazione per la protezione della gioventù aveva ricevuto denaro dal bilancio della città un anno prima, quando erano stati pagati 700.000 dinari per il Festival dei giovani talenti di Belgrado. Tra i progetti approvati c’era il loro “Con la cultura verso la gioventù”, sostenuto dalla città con 350.000 dinari.

Commentando queste azioni di protesta e l’accensione di torce e fumogeni sui tetti degli edifici, il Presidente Vucic durante un’apparizione su RTS, ha dichiarato che l’organizzazione dell’iniziativa non è farina del suo partito, ma di “qualche associazione giovanile”.

Tuttavia, nella sessione parlamentare che aveva preceduto la stessa apparizione in tv di Vucic, il parlamentare del suo partito Vladimir Đukanović aveva annunciato l’azione di protesta:

“Stasera alle otto e mezza, dalla mia terrazza, lancerò qualche messaggio dal mio altoparlante. Invito tutte le persone a fare qualcosa di simile attraverso una vera reazione civica a questa loro assurdità. Sono contento che questa cosa stia passando nei social media. Fermate i magnati, fermate i ladri e i banditi che hanno distrutto questo Paese”.

https://www.danas.rs/politika/ko-su-organizatori-bakljade-u-znak-podrske-sns-u/

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