Chi parteciperà nel processo delle trattative con l’Ue?

“Dopo l’apertura dei primi capitoli negoziali la Serbia deve dedicarsi seriamente e lavorare molto per raggiungere l’obiettivo ambizioso posto dal primo ministro Aleksandar Vucic affinchè saremo pronti per l’adesione all’Ue nel 2019. Nel processo dello screening sono state ingaggiate oltre 3000 persone. Questo numero si deve aumentare adesso quando inizia la fase dell’apertura dei capitoli”, dice la ministra senza portafoglio risponsabile per l’integrazione europea, Jadranka Joksimovic. Questo vuol dire che nei prossimi tre anni, le persone ingaggiate per lavorare al processo negoziale dovranno fare un lavoro grande, non solo nel processo dell’allineamento della legislazione nazionale con quella europea, rivedendo oltre 120.000 pagine legali, nonchè nell’applicazione di questa normativa, il che rappresenterà una vera sfida.

Si pone la domanda se in Serbia c’è il numero sufficiente degli esperti che possono eseguire questo lavoro veloce e di alta qualità. La ministra senza portafoglio responsabile per l’integrazione europea ricorda che la Serbia è stata valutata positivamente per quanto riguarda le sue capacità amministrative. “Tenendo in riguardo la nostra scelta strategica verso la partecipazione all’Unione europea, tutti i dipendenti negli organi statali si occupano già delle questioni europee”, ha detto la ministra Jadranka Joksimovic.

Secondo la Joksimovic, i membri della squadra negoziale saranno in contatto diretto con i suoi colleghi a Bruxeless però per le riforme e per l’allineamento con la normativa e gli standard europei bisogna che ogni impiegato statale dia il suo contributo personale in questo processo.

“Nelle attività della squadra negoziale per il capitolo 32 il ruolo principale è stato quello del Ministero delle finanze, mentre per il capitolo 35 questo ruolo è stato gestito dall’Ufficio per il Kosovo e Metohija. Per quanto riguarda i capitoli 23 (Ministero della giustizia) e 24 (Ministero degli affari interni),  hanno partecipato varie istituzioni in lavoro di queste squadre negoziali. La qualità speciale nelle trattative per i capitoli 23 e 24 proviene anche dal fatto che sono incluse le organizzazioni della società civile”, ha detto la Joksimovic.

Il coordinatore della squadra negoziale per il capitolo 23, Milan Antonijevic dice che i termini per la preparazione dei piani d’azionesono stati brevi e che ci sarà ancora molto lavoro, in particolare quello di analisi statistica, visto che si dovranno seguire tutti i processi di fronte al tribunale. “Il piano di finire tutte le preparazioni per l’Ue nei prossimi tre anni è ambizioso. La vera valutazione si potrebbe dare solo nel 2017 quando facciamo la prima verifica di quello fatto, mentre il primo test sarà alla fine di questo anno quando vedremo quante leggi saranno adottate”, dice Antonijevic.

Secondo Dragan Popovic, coordinatore per il capitolo 35, è impossibile finire un lavoro tanto complesso entro il 2019. Nel gruppo di lavoro coordinato da Popovic partecipano 25 organizzazioni non governative e hanno le riunioni ordinarie con il direttore dell’Ufficio per il Kosovo e Metohija. “Non sappiamo ancora quale sarà il contenuto delle trattative nel capitolo 35″, dice Popovic.

Alla domanda quanti soldi sono previsti per i lavori dell’integrazione europea nel 2016, la Joksimovic ha risposto che bilancio statale non riconosce i fondi per i “lavori europei”, però che hanno redatto il bilancio in base alla proposta delle attività pianificate di tutti gli organi statali.

(Politika, 22.12.2015.)

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