Un giorno dopo che Forbes Serbia ha riportato che una società riconducibile in ultima istanza ad Aleksandar Kostić intende acquisire lo zuccherificio di Crvenka, è arrivata anche la conferma dell’informazione. In un comunicato, MK Group ha dichiarato, tra le altre cose, che questa acquisizione consentirebbe «un’applicazione più ampia della strategia di Sunoko per il settore della produzione di zucchero…».
Hanno inoltre affermato che preservare l’indipendenza dell’industria zuccheriera nazionale e garantire la sicurezza della produzione di zucchero come bene alimentare di base è di interesse generale.
È interessante notare, tuttavia, che nel comunicato MK Group sottolinea anche come, a differenza di quasi tutti i Paesi della regione, la Serbia sia un esportatore netto di zucchero e disponga di una produzione sufficiente a coprire il fabbisogno interno.
«Una potenziale fusione rappresenta un’opportunità di sviluppo che consentirebbe un’ulteriore espansione sui mercati esteri e un aumento delle vendite di zucchero nella regione e in Europa.»
Un potenziale monopolista
In altre parole, se otterrà l’approvazione delle autorità antitrust e realizzerà l’acquisizione dello zuccherificio di Crvenka, MK Group diventerà un attore più forte a livello regionale – e persino europeo – nel mercato dello zucchero. Allo stesso tempo, però, diventerebbe di fatto l’unico produttore nazionale di questo prodotto. Come riportato da Forbes Serbia, al di fuori di questo sistema resterebbe soltanto una piccola fabbrica a Vrnjačka Banja, Mega Plus d.o.o., che produce principalmente zucchero in cubetti.
MK Group diventerebbe così, di fatto, un monopolista in Serbia, senza una reale concorrenza nella produzione di zucchero – anche nel caso in cui la Commissione per la tutela della concorrenza concedesse un’autorizzazione condizionata, ad esempio imponendo la chiusura di uno degli zuccherifici di sua proprietà.
Va ricordato che, oltre a Sunoko, MK Group possiede dalla fine di marzo anche lo stabilimento Šajkaška, acquistato dal fondo greco Novus Symmetoches M.A.E., attuale proprietario dell’impianto di Crvenka.
MK Group non ha risposto alle domande di Forbes Serbia prima della pubblicazione dell’articolo. Il giornale aveva chiesto se l’azienda si aspetti una decisione favorevole da parte della Commissione e quali garanzie vi sarebbero, in caso di acquisizione, contro un eventuale abuso della posizione dominante sul mercato.
Impatto sui futuri prezzi dello zucchero
Gli esperti del settore affermano che una simile acquisizione porterebbe inevitabilmente MK Group a una posizione di quasi monopolio. Ciò, a sua volta, aumenta inevitabilmente la probabilità di variazioni nei prezzi dello zucchero – in altre parole, di possibili aumenti – poiché la concorrenza nella produzione sarebbe praticamente assente.
D’altra parte, poiché le importazioni di zucchero sono liberalizzate, non è escluso che, qualora MK Group abusasse della sua futura posizione sul mercato, le importazioni possano aumentare. Questo eserciterebbe una pressione sul produttore affinché riduca i prezzi.
Le fonti sottolineano che l’acquisizione di una posizione quasi monopolistica non implica automaticamente un aumento dei prezzi, anche se il rischio di tale scenario risulta accresciuto.
Spiegano inoltre che il proprietario greco dello zuccherificio di Crvenka ha quasi certamente deciso di uscire dal mercato serbo, soprattutto perché non si tratta di un’azienda attiva principalmente nel settore dello zucchero. Fino a febbraio 2023, la fabbrica era di proprietà della società greca Hellenic Sugar Industry; successivamente, Novus Symmetoches M.A.E. ne ha acquisito il 100%.
A causa della crisi che da anni colpisce il mercato europeo dello zucchero, anche aziende tradizionali del settore stanno abbandonando l’attività – in particolare quelle per cui la produzione di zucchero non rappresenta il core business.
D’altra parte, MK Group si è imposto come acquirente naturale – sebbene i media abbiano riportato l’interesse anche di altre aziende europee e regionali per Crvenka. Va ricordato che MK Group opera in questo settore da oltre due decenni ed è oggi il principale produttore di zucchero del Paese.
La consolidazione come inevitabilità
Secondo gli esperti, non è escluso che la stessa MK Group, qualora acquisisse Crvenka, attui una qualche forma di consolidamento. Ciò è dovuto al fatto che il numero di zuccherifici in Europa – e nella regione – è in calo da tempo. Non si esclude nemmeno che l’azienda possa proporre la chiusura di uno stabilimento come condizione per ottenere l’approvazione della Commissione.
Un esempio è rappresentato dall’offerta del produttore di caffè Atlantic Grupa, che ha proposto di chiudere la propria fabbrica nel quartiere di Ledine a Belgrado per ottenere il via libera alla fusione con Strauss Adriatic.
Non è certo che ciò accadrà anche nel settore dello zucchero. Tuttavia, è chiaro che la Commissione per la tutela della concorrenza dovrà esaminare tutta la documentazione rilevante e valutare in che misura la concorrenza nel mercato dello zucchero verrebbe compromessa – e, di conseguenza, quale sarebbe il rischio di aumenti dei prezzi qualora in Serbia rimanesse di fatto un solo produttore.
Gli addetti ai lavori ritengono che MK Group cercherà di raggiungere i propri obiettivi sostenendo davanti all’autorità antitrust che il mercato rilevante, in questo caso, è quello europeo o regionale e non quello serbo. Da un lato, le importazioni di zucchero sono liberalizzate e creano una concorrenza potenziale; dall’altro, i Paesi vicini sono per lo più importatori di zucchero, per cui il consolidamento interno potrebbe rafforzare la competitività sui mercati esteri.
Resta però da vedere se tale argomentazione sarà accettata dalla Commissione nazionale, il cui ambito di competenza riguarda il mercato interno e non quello europeo.
D’altro canto, un elemento che potrebbe favorire l’approvazione della concentrazione è il fatto che lo stabilimento passerebbe sotto il controllo di una grande azienda consolidata nel settore, il che potrebbe evitare un ulteriore peggioramento della situazione – soprattutto considerando che i ricavi dello zuccherificio si sono dimezzati rispetto al 2023 e che negli ultimi due anni ha registrato perdite.
Crisi nel mercato dello zucchero
Sia l’industria zuccheriera europea sia quella regionale stanno affrontando una delle crisi più gravi degli ultimi decenni. Gli zuccherifici stanno chiudendo non solo nella regione, ma anche nei Paesi membri dell’Unione Europea. La causa è il calo dei prezzi dello zucchero dovuto alla diminuzione della domanda, legata al cambiamento delle abitudini dei consumatori e alla riduzione dell’uso dello zucchero nell’industria alimentare.
Circa vent’anni fa, la Serbia contava 15 grandi zuccherifici; oggi ne ha di fatto quattro, di cui due possono essere considerati di dimensioni minori. Una tendenza simile è visibile anche nei Paesi vicini.
Secondo gli agroeconomisti, all’inizio del secolo l’Unione Europea aveva più di 250 zuccherifici; oggi sono circa 90.
Gli esperti prevedono un’ulteriore consolidazione, ovvero una continua riduzione del numero di impianti produttivi. Alcuni ritengono persino che entro pochi anni la Serbia potrebbe avere un solo grande zuccherificio.
Ciò è particolarmente probabile alla luce del forte calo della produzione di barbabietola da zucchero. Nella sola Serbia, secondo i dati ufficiali, nel 2025 la produzione è stata circa il 26% inferiore rispetto al 2024. Gli oltre 34.000 ettari registrati lo scorso anno rappresentano il livello più basso degli ultimi 20 anni.
(Forbes Serbia, 06.05.2026)
