Chi lavorerà i terreni agricoli in Serbia: i contadini o gli investitori esteri?

Il dibattito sulle modifiche della Legge sui terreni agricoli è ancora in corso, mentre la ministra dell’agricoltura Snezana Bogosavljevic Boskovic afferma che questa legge non regola la vendita dei terreni ai stranieri, ma agli agricoltori serbi.

Chi lavorerà e chi comprerà i terreni agricoli di proprietà statale? Questo è il tema di grande interesse pubblico. Le maggiori critiche arrivano dal governo regionale ellai Vojvodina, ma anche dai piccoli produttori agricoli. “Noi non abbiamo nessuna possibilità con questa concorrenza. La bozza della legge prevede l’affitto del terreno in un periodo di trenta anni solo per gli investitori stranieri e i magnati. Quale è il nostro futuro? “, dice l’agricoltore di villaggio Zmajevo, Svetozar Botic.

Dall’altra parte, il ministero dell’agricoltura afferma che sono venuti incontro proprio ai piccoli produttori.”I grandi investitori non possono decidere sulle condizioni d’affitto nè sulle condizioni di vendita. Loro hanno solo la possibilità di affitare al massimo il 30% del terreno disponibile in un comune per realizzare il loro investimento”, ha detto la ministra dell’agricoltura, Snezana Bogosavljevic Boskovic.

L’opposizione ricorda che l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione prevede la possibilità dell’acquisto dei terreni statali da parte dei stranieri dal 1 settembre 2017.”Non solo uno sceicco dall’Oriente, ma anche qualsiasi cittadino del Qatar, dell’Arabia Saudita, con i suoi redditi potrebbe comprare qualsiasi vilaggio in Vojvodina o in Serbia”, ha indicato il deputato Janko Veselinovic.

Secondo la ministra dell’agricoltura, questo non è l’oggetto della legge, però la Serbia cercerà di postporre questo termine.”Questa legge non offre ai stranieri la possibilità di acquistare i terreni agricoli. L’obiettivo è dare opportunità ai piccoli produttori agricoli, persone fisiche, contadini serbi di allargare i propri poderi”, ha valutato Bogosavljevic- Boskovic, aggiungendo che ci sono quasi 250.000 ettari non venduti e perciò lo Stato perde decine di milioni di euro ogni anno.

La legge dovrebbe aumentere le rese dei terreni e impedire gli abusi sul livello locale. Il ministero dell’agricoltura aspetta che le modifiche di questa legge saranno adottate entro la fine dell’anno.

(b92, 12.11.2015.)

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