Chi e come ostacola le riforme?

Ospiti della puntata del programma di approfondimento su B92 Utisak nedelje (NdT: Rassegna della settimana), gli ospiti Sasa Radulovic, ministro dell’economia dimissionario, Milan Culibrk, gornalista economico e direttore della rivista NIN, e Nebojsa Stefanovic, presidente del Palamento e vice presidente del partito del progresso serbo, hanno dibattuto su quali riforme attendono la Serbia e se esse verranno mai messe in atto.

Stefanovic ha esordito dicendo che i serbi vogliono cambiamenti più rapidi e che anche gli stranieri dicono che ora è più facile investire in Serbia. Culibrik ha risposto che di riforme sente parlare dai tempi di Ante Markovic. “Naturalmente mi auguro che si realizzino riforme ma temo che non verranno attuate”. Sasa Radulovic ha ribadito di aver dato le dimissioni eprchè non crede che Aleksadar Vucic metterà in atto qualsivoglia riforma e che dopo 15 giorni al governo ha capito che non ci sarebbe stata alcuna riforma. “Tutto quello che vevo pianificato e avrei voluto realizzare si trovava nel discorso di insdiamento del primo ministro. Dopo 15 giorni ho invece compreso che non c’era nessun desiderio di attuare le riforme e di indirizzarsi verso un’altra direzione rispetto al passato. Mi son reso conto che la politica economica viene impostata nel gabinetto del primo vice primo ministro  Aleksandar Vucic attraverso accordi e compromessi e non si vuole operare con trasparenza”.

Nebojsa Stefanovic ha ribattuto dicendo che quando si parla di riforme. esse non esistono solo per coloro che non vogliono vederle: “E queste non sono solo parole mie ma anche della Commissione Europea. Radulovic a un certo punto è voluto diventare un politico, e questo va bene. Io non penso che tutte le sue idee siano sbagliate. Alcune sono buone ma non ci sono stati risultati. Credoc he nessuno in Serbia creda che Vucic ostacoli le riforme”.

Radulovic ha detto che già l’approvazione del bilancio dello Stato evidenziava l’assenza di riforme: “Il bilancio non è realistico, le entrate non sono reali: abbiamo previsto 3 miliardi di incassi dagli arabi senza alcun documento scritto. Ci ho messo 15 giorni a capire che non si voleva intaccare il sistema di parassitismo che ha al centro i partiti politici che creano impiegi per i loro uomini. Questo parassitismo fa comodo a incapaci e ignoranti”. Radulovic ha detto di essere rismasto al governo per fare alcune cose, come, ad esempio, bloccare la vendita dell’azianda agricola dei vigneti di Vrsac.

Stefanovic ha rinfacciato a Radulovic di non aver portato alcun investitore. “Non conosco una fabbrica dove è stato Radulovic, che non ha portato nessun investitore. Mi aspetto che il ministro dell’economia cerchi e trovi investitori. Vucic ha trovato investitori per la FAP (NdT: Fabrika Automobila Priboj, che costruisce camion) e ora arriverà un’azianda svedese. Questa non è un’attività che deve fare Vucic, ma egli l’ha fatta perché il ministro non ha fatto il suo lavoro”, ha detto Stefanovic aggiungendo che Radulovic può essere un buon blogger, critico, teorico, ma non sembra essere stato un buon ministro.

Milan Culibrk ha detto che già nei primi tre giorni del dibattito parlamentare sul rimpasto di governo si capiva che non c’era niente di concreto in merito alle riforme: “Il primo discorso del primo ministro è stato il venerdì, poi un altro il sabato e poi il lunedì successivo e subito ho chiesto: “ma deve è il programma di queesto governo?”.

Culibrk ha sottolineato che l’economia serba non va tanto veloce come dovrebbe e la ha paragonata a una casa non completata, come se ne vedono tante nel paese.

(B92, 16.02.2014)

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