Che cosa preoccupa di più i cittadini serbi? Basso tenore di vita, inquinamento atmosferico e status del Kosovo

Secondo l’ultima ricerca condotta dall’agenzia “Sprint Insight” i cittadini serbi sono maggiormente preoccupati per il basso tenore di vita e la povertà, ma anche per la disoccupazione, i licenziamenti e la fuga dal Paese dei giovani professionisti. Anche l’inquinamento atmosferico è in cima alla lista delle preoccupazioni, mentre in una ipotetica classifica l’apertura della miniera di litio della “Rio Tinto” arriva dopo lo status del Kosovo e le conseguenze economiche dell’epidemia.

Lo dimostra la ricerca condotta dall’agenzia “Sprint Insight” su un campione di 1.179 intervistati sul territorio della Serbia senza Kosovo e Metohija, dal 17 al 26 gennaio 2022, con un margine di errore più o meno del 2,85%.

Più dell’86% degli intervistati è preoccupato per il basso tenore di vita e per la povertà, per disoccupazione e cassa integrazione l’83%, inquinamento atmosferico il 79%, fuga di giovani professionisti all’estero il 78%, conseguenze economiche dell’epidemia quasi il 74%, violazioni dei diritti dei lavoratori da parte di società/investitori stranieri il 72,5%, status di Kosovo e Metohija il 67%, epidemia il 66%, e per l’apertura della miniera di litio della Rio Tinto il 64%.

Seguono la situazione politica nel paese per il 57%, gli scandali di corruzione dei rappresentanti del governo per il 55%, la permanenza dei migranti in Serbia per il 56%, poi la criminalità organizzata per il 53%, la posizione dei serbi nei paesi vicini per il 47,6%, la promozione dei diritti delle persone LGBT e i prezzi immobiliari elevati per il 47%.

L’ingresso della Serbia nell’UE è sostenuto dal 54% dei cittadini, l’introduzione del servizio militare obbligatorio dal 65,8% per cento, l’introduzione della vaccinazione obbligatoria contro il coronavirus dal 46,6%, l’abolizione delle tasse universitarie per gli studenti universitari pubblici durante l’epidemia dall’82,9%, la riduzione dell’imposta sul reddito dall’89,8%, l’introduzione di misure per la protezione del mercato locale dal 91%, gli aiuti statali alle famiglie con bambini dal 98%, il divieto di propaganda LGBT dal 65,3%, il conferimento di più poteri alle autonomie locali dal 63,7% e il voto diretto per i candidati nelle elezioni dall’80,4%.

Alla domanda se ritengono che la situazione in Serbia possa essere cambiata votando, il 19,5% di loro non lo pensa affatto, per lo più no ha risposto il 25%, probabilmente sì ha detto il 33%, mentre il 21,6% ne è completamente sicuro.

https://www.danas.rs/vesti/politika/gradjane-najvise-brine-nizak-standard-rio-tinto-iza-brige-o-zagadjenju-vazduha-i-statusa-kosova/

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