Centinaia di cittadini sono seguiti dagli organi di sicurezza

Giornalisti, giudici, pubblici ministeri e oppositori politici del governo sono solo alcune delle categorie che rientrano nelle misure speciali delle strutture di sicurezza. L’interferenza non autorizzata nelle comunicazioni elettroniche di qualcun altro è un reato punibile con una pena detentiva fino a tre anni.

Il Ministro della Difesa Aleksandar Vulin, che è venuto a conoscenza della comunicazione interna tra il caporedattore del settimanale “Nedeljnik”, Veljko Lalic, e l’ex Ministro della Difesa, Dragan Sutanovac, non è l’unico ufficiale ad avere accesso alla corrispondenza interna tra giornalisti.

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Ricordiamo che a metà giugno dell’anno scorso, il vice sindaco di Belgrado Goran Vesic aveva affermato in una conferenza stampa che la tv N1 stava facendo una campagna contro di lui, citando “come prova” un’e-mail interna che lo confermava, pubblicata poi sul suo profilo Facebook.

Tuttavia, quell’e-mail era una normale comunicazione tra editore e giornalista, come si vede in tutte le redazioni. Il team di procuratori della tv “N1” ha quindi contattato la Procura del crimine high-tech, ma non c’è stato un epilogo giudiziario, né Vesic è stato tenuto responsabile.

All’epoca il Presidente serbo Aleksandar Vucic aveva affermato che il vice sindaco avrebbe dovuto risponderne personalmente se avesse raggiunto illegalmente le e-mail interne tra i giornalisti e dei redattori, ma nulla è successo.

Per l’avvocato Vladimir Gajic è chiaro che i servizi tengono illegalmente sotto osservazione centinaia di cittadini, oppositori politici, giornalisti, giudici, pubblici ministeri, persino membri del partito al potere.

“L’accusa è un semplice servizio alle autorità. Non c’è libertà, per non parlare d’indipendenza. Nessuno di questi casi dovrebbe essere dimenticato. I detentori delle funzioni giudiziarie in Serbia devono essere sostituiti perché hanno permesso al potere esecutivo di superarli letteralmente. Sono una delle ragioni principali, se non la principale, per cui la Serbia è oggi sotto una dittatura e si batte per i diritti umani” sottolinea Gajic.

Ascoltare e intercettare le comunicazioni nei media non è una novità, come evidenziato dal direttore del “CINS” Branko Cecen. Al “CINS” ha detto che le e-mail sono state hackerate per la prima volta da un giovane intraprendente che le ha mandate a molti indirizzi, senza però altri usi; dopo quel caso, qualcuno ha violato il sistema elettronico due volte, ancora senza conseguenze.

“Ancora più folle di questo è che il settimanale “Informer” ha avuto accesso ai conti bancari di “CINS, KRIK e BIRN” da qualcuno e li ha pubblicati, mentre solo le nostre banche e un paio di autorità statali ne hanno accesso. La banca ci ha confermato che non ha dato nulla a nessuno e “Informer” ne è uscito senza conseguenze. Il rispetto per la legge e la decenza umana di base non appartengono a questo governo, che elude la Costituzione e lo stato di diritto”, ha concluso Cecen.

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