Catalogna e Balcani: l’impotenza politica di Bruxelles

Nonostante i sostenitori dell’allargamento dell’UE insistano che l’adesione al blocco rappresenterebbe una panacea per i problemi politici regionali e le divisioni etniche, i fatti dimostrare il contrario. Bruxelles non ha alcuna leva per risolvere vecchi conflitti nazionali presenti in Europa e non è in grado di mettere ordine a casa propria: questa l’opinione espressa da esperti serbi interpellati da Sputnik.

Bruxelles e i sostenitori dell’integrazione europea continuano a propugnare l’idea secondo cui l’adesione della Serbia all’UE ridurebbe automaticamente il conflitto tra serbi e albanesi, cancellarebbe il confine tra Serbia e Kosovo e risolverebbe il dilemma della integrità territoriale del paese. Essi insistono sul fatto che il blocco impedirà potenziali disordini nei Balcani e insinuano che la Jugoslavia non sarebbe crollata se fosse entrata nella “famiglia europea”.

Tuttavia, i fatti sul terreno appaiono diversamente, ha sottolineato il professor Dejan Mirovic dell’Università di Pristina-Kosovska Mitrovica.

“Non è propaganda, è una menzogna”, ha dichiarato a Sputnik Serbia. “Lo si sta facendo per persuadere paesi come la Serbia a vendere le proprie risorse e rinunciare alla sovranità”.

Gli eventi degli ultimi mesi hanno chiaramente indicato che Bruxelles deve ancora diventare un mediatore influente per gli stati balcanici: gli eurocrati non sono riusciti a risolvere sia la crisi politica macedone né tantomeno le dispute di confine Croazia-Slovenia.

Inoltre, Bruxelles non è in grado di mettere ordine in casa propria, come sottolinea l’esperto, riferendosi al recente voto indipendentista catalano che ha infuocato la tensione politica in Spagna, così come ai timori che il referendum potrebbe innescare un effetto domino negli altri paesi europei.

“L’integrazione europea e la democrazia sono cose diverse, e gli eurocrati stanno cercando di convincerci che sono sinonimi”, ha sottolineato Mirovic.

Da parte sua, Dragan Djukanovic del Centro per la politica estera di Belgrado, ha richiamato l’attenzione sul fatto che il “fenomeno separatista” si diffonde in tutta Europa e ha spiegato che Bruxelles “non ha l’autorità specifica per interferire nella situazione.”

In ogni caso, la questione catalana potrebbe determinare il rallentamento del processo di adesione degli stati balcanici al blocco, in quanto Bruxelles sarà impegnata ad affrontare i suoi problemi interni, secondo Bojan Milisavljevic, Professore associato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Belgrado.

Milisavljevic ha precisato che “in relazione alla Serbia, questo significa che la sua ammissione all’UE sarà ritardata”.

L’accademico ha sottolineato che la Serbia ha ancora l’opportunità di discutere la questione dell’adesione al blocco europeo con un referendum nazionale, citando un simile precedente in Norvegia.

D’altra parte, secondo Mirovic, la maggior parte dei cittadini della Serbia è contro l’integrazione nell’UE, pertanto ha espresso scetticismo su quanto Bruxelles sia disposta a consentire allo stato balcanico un plebiscito di questo tipo.

Secondo i sondaggi di luglio, il 49% dei serbi approverebbe l’integrazione dell’Unione europea in occasione di un referendum nazionale, il 27 voterebbe “no” e il 13% non parteciperebbe alla consultazione.

Nel frattempo, il futuro catalano è ancora in equilibrio, compromettendo le posizioni dei proponenti dell’espansione dell’UE.

Il 1° ottobre la Catalogna ha tenuto un referendum sull’indipendenza dalla Spagna. Secondo le autorità catalane, un totale del 90% della popolazione regionale ha votato a favore della separazione da Madrid.

Il governo spagnolo ha rifiutato di riconoscere il voto mentre la polizia si è mobilitata per arrestare le operazioni elettorali, innescando scontri violenti con i manifestanti e gli elettori. Il Dipartimento di Salute catalano ha riferito che centinaia di persone hanno cercato aiuto medico dopo gli scontri.

Le azioni ostili degli agenti spagnoli durante il plebiscito hanno innescato uno sciopero generale martedì in Catalogna.

Mentre l’UE ha espresso il suo pieno sostegno a Madrid, il Presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha annunciato che la regione dichiarerà l’indipendenza entro pochi giorni.

(Sputnik, 05.10.2017)

https://sputniknews.com/analysis/201710051057979580-eu-balkans-catalonia-problems/

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