Castelli, laghi e vini: alla scoperta della Vojvodina

Se avete voglia di un viaggio interessante ma relativamente breve, che non vi costi eccessivamente, e durante il quale non dobbiate trascorrere la maggior parte del vostro tempo in auto, la provincia settentrionale della Vojvodina, in Serbia, fa proprio al caso vostro.

La Vojvodina è un vero e proprio melting pot, un cruogiolo di climi, costumi, lingue e culture. Ha il proprio parco nazionale, Fruska Gora, che ospita 17 monasteri serbi ortodossi (il più antico risalente al 15° secolo), ventuno riserve naturali, nove parchi naturali, una ventina di castelli, tredici fiumi, e cinque grandi laghi. Si tratta di un’area che può soddisfare le esigenze e preferenze tanto di coloro che desiderano un bel fine settimana rilassante, lontano dal trambusto della città, quanto coloro che sono sempre pronti ad adrenaliniche avventure.

Abbiamo scelto quattro luoghi a pochi passi di distanza dalla capitale Belgrado, ma non si tratta delle uniche attrazioni che vi consigliamo di visitare: la Vojvodina ha sicuramente molto di più da offrire.

Castello Dundjerski

Questo è, di gran lunga, il più elegante castello in Vojvodina. La sua ricca ed eclettica  storia vi invoglierà a saperne sempre di più. Già nel tardo 19° secolo, la famiglia da cui il castello prende il nome era considerata come la famiglia reale della regione. Sebbene non fossero nobili, i Dundjerski  non avevano nulla da invidiare, per ricchezza ed influenza, alle più importanti casate aristocratiche austro-ungariche.

Dvorac-Fantast

Bogdan, il capo della famiglia, possedeva 1.500 ettari di terreno, mentre il complesso del castello si estende su un’area di 65 ettari. Secondo alcune fonti alla base della decisione di costruire la magnifica struttura ci fu la volontà di confutare le indiscrezioni su una possibile bancarotta. Secondo altre fonti, invece, la volontà di Bogdan era semplicemente quella di donare alla Vojvodina un monumento che  testimoniasse nel tempo il suo potere e la sua ricchezza.

Bogdan, un esemplare edonista, non si sposò mai. Le sue grandi passioni erano le donne, il vino e i cavalli. Le sue stalle erano considerate tra le migliori in Europa e, a un certo punto, arrivò a possedere 1.400 purosangue nella sua proprietà. Oggi, i turisti possono avere lezioni di equitazione qui perché ci sono ancora circa 80 cavalli e sei scuderie. È anche possibile fare lunghe passeggiate nella zona che circonda il castello, o giocare a tennis in uno dei suoi campi.

Anche se il castello fu saccheggiato e danneggiato pesantemente subito dopo la seconda guerra mondiale, è stato accuratamente restaurato nel rispetto del suo stile neo-gotico originale, e ospita oggi un hotel di lusso.

Il Castello Fantast si trova in prossimità della città di Becej, a circa 60 chilometri da Novi Sad e a 135 km da Belgrado.

Tour del vino

La Vojvodina è stata una regione di vinificazione fin dall’epoca romana. Furono proprio le legioni dell’Impero Romano a diffondere la viticoltura qui, nel corso delle loro campagne militari. E fu l’imperatore romano Marco Aurelio Probo, nato nella città imperiale di Sirmio (oggi Sremska Mitrovica, in Vojvodina), a piantare i vigneti sulle pendici della montagna Fruska Gora, nel 232 d.C. .

La Vojvodina, in particolare la regione intorno a Fruska Gora, è nota per le sue cantine e per la produzione di un vino autoctono. Solo all’interno di una manciata di famiglie viene trasmessa, di generazione in generazione, la ricetta segreta per la vinificazione del Bermet, dolce vino da dessert aromatizzato con 20 diverse erbe e spezie.

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Secondo alcuni documenti, il Bermet era uno dei vini preferiti presso la Corte di Vienna ai tempi della regina Maria Teresa. La leggenda narra che la regina lo gradiva a tal punto che quando la produzione in Sremski Karlovci venne interrotta a causa della guerra, la regina si adoperò per fare in modo che i produttori fossero in grado di continuare il loro lavoro.

Sono numerose le cantine da visitare in Sremski Karlovci – Kovačević, Bajilo, Dulka, Cantina di Tomcat, Kiš, Veritas e Zivanovic, per citarne solo alcune.

Il lago Palic

Molti sostengono che questo non è solo uno dei laghi più belli della Vojvodina, ma sicuramente uno dei più belli dell’intera Serbia. Situato ad 8 chilometri dalla città di Subotica, secondo i miti locali, fu originato dalle lacrime del pastore Pavle che spesso portava a pascolare le sue pecore in quella zona.

Se ne trova per la prima volta menzione in documenti risalenti al 1462, mentre risale ai primi anni del 18° secolo la scoperta che l’acqua e i fanghi del lago possiedono proprietà medicinali. Palic è la patria di molte specie animali endemiche, e nello specifico di 19 specie di pesci, 9 specie di anfibi, 6 specie di rettili, 207 specie di uccelli e 20 specie di mammiferi.

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Oggi, il lago rappresenta una delle attrazioni turistiche più visitate in Vojvodina. Qui si può andare a vela, visitare il parco naturale, darsi al bird watching, ad escursioni o a foto-safari. Le tre spiagge sono tutte dotate di piste ciclabili, ed è anche possibile pescare. Se si preferisce una vacanza più tranquilla, ci sono diversi centri termali negli alberghi sul lago con sorgenti presso cui la temperatura dell’acqua non scende mai sotto i 25 gradi Celsius.

Il Palazzo Imperiale nell’antica Sirmio

L’antica città romana di Sirmio (oggi Sremska Mitrovica), luogo di nascita dell’imperatore romano Marco Aurelio Probo, rappresentava uno dei baluardi dell’Impero Romano nel sud-est Europa. La città fu fondata durante l’invasione dell’Illiria da parte dell’Imperatore Augusto, ed venne spesso utilizzata come base per campagne militari contro gruppi barbari del Nord che persistentemente attaccavano la frontiera.

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Documenti storici rilevanti mostrano che diversi furono gli imperatori romani a risiedere per periodi di tempo più o meno lunghi presso Sirmio. La città era infatti dotata di tutto ciò che una classica città romana avrebbe dovuto avere: il Palazzo Imperiale, il circo, edifici pubblici, le terme (dette bagni liciniani), un granaio e aree commerciali. C’erano residenze di lusso e anche edifici a più piani chiamati insulae. La città era protetta da spesse mura e alimentata con acqua tramite un acquedotto da una delle sorgenti di Fruska Gora. Le vie della città erano lastricate e fiancheggiate da portici. C’era anche un sistema fognario. Monete locali venivano forgiate in città, mentre artigiani producevano oggetti in metalli preziosi, vetro e argilla. Una delle più magnifiche strutture era il santuario dedicato a Giove, il dio romano della luce e del cielo.

Sirmio venne brutalmente assalita dagli Avari, nomadi eurasiatici, nel 582 d.C., i quali poi si stabilirono nel bacino della Pannonia.

Oggi, è ancora possibile vedere e visitare i resti ben conservati del Palazzo Imperiale a Sremska Mitrovica, e godere della vista dei mosaici romani, dei frammenti di affreschi, ornamenti architettonici, e anche del sistema di riscaldamento che è stato scoperto sotto quasi ogni piano nel palazzo.

Snezana Bjelotomic, 13.01.2017

Foto di copertina: Natural Travel Office

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