Apertura Capitolo 26: le reazioni al blocco di Zagabria

Il Primo Ministro Aleksandar Vucic ha abbreviato una sua visita a Bruxelles e manifesti anti-croati sono comparsi a Belgrado dopo che Zagabria ha bloccato l’apertura di un capitolo negoziale nei colloqui di adesione all’UE della Serbia.

Martedì mattina manifesti di protesta sono stati affissi a Belgrado in prossimità di supermercati gestiti da una società croata, a seguito della diffusione da parte dei media della notizia secondo cui Zagabria ha bloccato l’apertura del nuovo capitolo negoziale nei colloqui di adesione all’UE della Serbia. I manifesti, affissi da sconosciuti su almeno nove supermercati Idea gestiti dalla società croata Konzum, riportano slogan come “compra locale” e “lo sai dove stanno andando i tuoi soldi?”.

I media hanno riferito che la Croazia ha bloccato venerdì l’apertura del capitolo 26 relativo ad istruzione e cultura, a causa delle sue preoccupazioni per i mancati progressi nella produzione di libri di testo per alunni della minoranza serbo-croata. ll veto posto dalla Croazia ha scatenato la reazione del premier serbo Vucic, che ha concluso la sua visita a Bruxelles in anticipo, dopo aver incontrato il Capo della Politica Estera dell’UE Federica Mogherini, esortandola ad esercitare la sua influenza sulla Croazia.

Il Primo Ministro serbo si trovava a Bruxelles per partecipare ad una riunione della Conferenza intergovernativa nel corso della quale era prevista l’approvazione dell’apertura di tre nuovi capitoli nell’ambito dei negoziati di adesione della Serbia: “la Serbia è stata paziente per tutto il tempo e ha cercato di non reagire, ma d’ora in poi parleremo in modo diverso”, avrebbe dichiarato Vucic ai giornalisti. Da Belgrado il Presidente Tomislav Nikolic ha invece sottolineato l’intenzione di mantenere buone relazioni con Zagabria, ricordando che, contrariamente a quanto le obiezioni della Croazia lasciano intendere, la legge serba sui diritti delle minoranze è conforme ai più elevati standard internazionali. “La Croazia sta ostacolando il percorso della Serbia a causa di questioni bilaterali irrisolte. Questa non è cooperazione”, ha affermato Nikolic.

Nel frattempo il ministro degli Esteri, Ivica Dacic, dopo l’incontro con il suo omologo russo Sergei Lavrov nella capitale, ha osservato che l’intervento della Croazia potrebbe inasprire le aspirazioni di Belgrado per all’adesione all’UE: “se la Croazia ha il potere di decidere se la Serbia entrerà o meno a far parte dell’Unione europea, mi sento immediamente meno interessato ai negoziati”.

Tuttavia, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Tanjug, il Ministro degli Esteri croato Davor Ivo Stier continua a sostenere che la Serbia ha l’obbligo di migliorare il trattamento delle minoranze etniche: “ci sono cose che la Serbia deve implementare lungo il suo cammino verso l’UE e la completa protezione delle minoranze nazionali è una di queste”.

La Reuters ha invece osservato che i croati rappresentano meno dell’uno per cento della popolazione della Serbia. La lingua serba e quella croata sono molto simili e facevano parte di un linguaggio comune prima del crollo della Jugoslavia nel 1990.
Questa non è la prima volta che la Serbia e la Croazia hanno dispute dell’agenda dell’UE di Belgrado: nel mese di aprile di quest’anno, il gruppo di lavoro del Consiglio europeo aveva fatto marcia indietro nell’apertura dei capitoli 23 e 24 (relativi allo stato di diritto, magistratura e ai diritti umani), in seguito al diniego della Croazia. Con mesi di ritardo i suddetti capitoli sono stati poi aperti nel mese di luglio.

(BalkanInsight, 13.12.2016)

http://www.balkaninsight.com/en/article/serbian-croatian-relations-tighten-again-after-brussels-meeting-12-13-2016#sthash.yCcJtwk5.dpuf

Un piccolo favore

Dal 2013 il Serbian Monitor offre gratuitamente ai suoi lettori una selezione accurata delle notizie sulla Repubblica di Serbia, un impegno quotidiano che nasce dal genuino desiderio di offrire un'informazione senza distorsioni su un paese troppo spesso vittima di pregiudizi e superficialità. Da novembre 2016 questo servizio viene proposto in inglese e in italiano, con sempre più articoli originali per offrire un quadro completo sull'economia, la politica, la cultura e la società del paese balcanico. Il nostro archivio è completamente gratuito, a disposizione di chiunque voglia conoscere il paese, studiarne specifici aspetti o esserne costantemente aggiornato. Questo progetto potrà proseguire solo grazie all'aiuto dei lettori, cui chiediamo un piccolo sostegno economico per continuare a garantire un'informazione sempre più ricca di contributi originali. Se apprezzate il nostro lavoro vi invitiamo a cliccare il tasto qui sotto

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top