Cancro: le risposte della Serbia ad un triste primato

Un numero crescente di persone in Serbia sta combattendo un qualche tipo di cancro al momento. Il numero di pazienti affetti da cancro e il numero dei decessi per cancro è in crescita, e la Serbia è uno dei paesi a detenere il primato in Europa per quanto riguarda il numero di persone decedute per questo motivo.

La professoressa Danica Grujicic, PhD, a capo del Dipartimento di Neuro-Oncologia presso l’Istituto di Neurochirurgia del Centro Clinico di Serbia, non si dichiara ottimista e fa notare che, nel prossimo futuro, è possibile che il numero di malati di cancro aumenti. L’incremento costituirebbe la conseguenza dei bombardamenti sulla Serbia del 1999, che hanno determinato la contaminazione ambientale.

Le conseguenze del raid aerei

“Mi riferisco non solo ai bombardamenti, ma anche alla distruzione di molti impianti di trasformazione chimica. Fino ad oggi, non abbiamo ancora chiaro quale sia il destino di queste sostanze tossiche – se siano diffuse nella terra, nell’acqua, o nell’aria. Ritengo che il prossimo governo dovrebbe fare qualcosa al riguardo. Come, per esempio, procedere alla costituzione di un gruppo di tossicologi, ambientalisti, veterinari e altri esperti che stabiliscano quanto è stato inquinato e in che misura. Questo riguarda anche i nostri figli, perché in 30 o 40 anni di tempo avremo davvero sotto gli occhi gli effetti delle bombe. I dati statistici evidenziano chiaramente la correlazione tra i pazienti con tumori maligni e il bombardamento della Serbia. La media globale di persone con tumori maligni per milione di abitanti è di 2.000, mentre in Serbia è 5.500, quindi il doppio. Non si tratta, naturalmente, di una coincidenza”, fa notare Grujicic.

Ed è una triste verità: il cancro non discrimina. Si manifesta quando meno te lo aspetta. Una delle malattie oncologiche più gravi è certamente quella del tumore al cervello. I dati statistici mostrano che, nel mondo 15 persone su 100.000 si ammalano di questa malattia, mentre, in Serbia, la media è di 250. I tumori cerebrali di solito colpiscono le persone tra i 45 ei 65 anni di età, ed è particolarmente sconcertante notare che un numero crescente di bambini sono risultati affetti da tumori cerebrali negli ultimi anni.

Ogni anno, i medici dell’Istituto di Neurochirurgia operano 1.200 pazienti con tumore al cervello. Non ci sono liste d’attesa perché i tumori maligni non dovrebbero essere lasciati nella testa del paziente per più di due settimane, afferma la dott.ssa Grujicic. E aggiunge che il paziente più giovane ad essere stato ricoverato in chirurgia aveva solo tre mesi di vita. 84 anni la paziente più anziana.

Risulta evidente quanto sia importante per la Serbia tenere il passo con gli ultimi sviluppi in oncologia dopo una visita presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.

Questo ospedale è dotato delle più moderne attrezzature e investe costantemente nella formazione affinchè il personale sia in grado di eseguire interventi chirurgici più complessi. Uno dei più complessi interventi chirurgici è certamente quello da eseguire su un paziente con tumore al cervello al fine di evitare danni alle parti funzionali del cervello”, spiega il professor Pietro Mortini, PhD, Direttore del reparto di Neurochirurgia e Radiochirurgia al San Raffaele.

“Durante l’intervento è presente anche un neuro-psichiatra che parla al paziente tutto il tempo. In questo modo, i chirurghi sono in grado di determinare quali parti del cervello sono funzionali, e procedere alla rimozione sicura del tumore. Dopo che il tumore è stato rimosso, il medico parla nuovamente con il paziente. È interessante notare che i pazienti spesso non ricordano nemmeno l’intervento chirurgico perché viene ovviamente somministrata loro l’anestesia. Il paziente dialoga con il neuro-psichiatra, prima e durante la preparazione per l’intervento chirurgico”, spiega il dott. Mortini, aggiungendo che i chirurghi del San Raffele eseguono questo tipo di intervento chirurgico al cervello su pazienti coscienti ogni settimana.

La dott.ssa Danica Grujicic sostiene che tale intervento può essere eseguito in Serbia. Questo tipo di chirurgia consente al chirurgo di controllare le cosiddette funzioni mentali del paziente – in particolare quelle attinenti il discorso, la denominazione degli oggetti, il calcolo, la memorizzazione, ripetizione, la facoltà di combinare associare frasi, pensieri ed emozioni. Ma l’unico motivo per cui non è possibile eseguire questo tipo di intervento chirurgico in Serbia è la mancanza del RUP.

Il più grande sviluppo nel trattamento dei tumori cerebrali in Serbia è rappresentato dall’acquisto del Gamma Knife nel 2016.

Questa apparecchiatura medica viene considerata alla stregua di oro puro nel trattamento dei tumori cerebrali, perché consente di non aprire chirurgicamente la testa del paziente e la chirurgia è praticamente indolore. L’acquisto di Gamma Knife è risultato uno degli investimenti più costosi del sistema sanitario della Serbia, del valore di circa 4,5 milioni di euro.

Questa apparecchiatura ha contribuito ad alimentare molte speranze, in particolare per quei pazienti che non possono essere aiutati attraverso la chirurgia classica.

Tuttavia, ci si domanda se non fosse troppo tardi per acquisire un’attrezzatura che negli ospedali di altri paesi viene utilizzata da molti anni ormai. In Italia, per esempio, come confermato dal dr. Mortini, viene utilizzato da più di 21 anni: “Gamma Knife funziona irradiando le cellule tumorali, impedendo loro di crescere ulteriormente e provocandone la loro eventuale scomparsa. Questo metodo è molto preciso e non vi è alcuna necessità di mantenere il paziente in ospedale per lungo tempo, il periodo di recupero è breve. La radiazione Gamma viene utilizzata su quei pazienti il cui cancro si è già metastatizzato, e ha dimostrato di essere molto efficace”, spiega il dottor Mortini.

Sebbene la dott.ssa Danica Grujicic sia d’accordo nel sostenere che la Serbia avrebbe dovuto acquistato Gamma Knife in precedenza, fa notare che non è mai troppo tardi per acquistare una “meraviglia tecnologica”. 

“Naturalmente avremmo dovuto agire prima, ma solo l’attuale Ministero della Salute, con il Ministro Loncar al suo timone, ha mostrato la sufficiente comprensione sulla necessità di dotarsi di un dispositivo medico così importante. Nei primi otto mesi e mezzo, abbiamo operato più di 500 pazienti. La procedura in sé è molto confortevole per il paziente, stiamo ancora acquisendo esperienza, ma stiamo anche imparando dagli altri. In passato, solo 100 pazienti all’anno venivano inviati all’estero da parte della Cassa nazionale di assicurazione sanitaria per essere operati con Gamma Knife, quindi potete immaginare quanti pazienti non hanno potuto ricevere il trattamento. In breve, le esperienze finora sono stati grandi e ci stiamo muovendo in avanti”, conclude la dott.ssa Grujicic.

Boban Karovic

(Newsweek, 2017/02/01)

http://www.newsweek.rs/srbija/81101-newsweek-otkriva-bice-jos-gore-zasto-je-srbija-rekorder-u-evropi-po-broju-smrti-od-raka.html

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