Camera di Commercio della Serbia: l’iscrizione diventa obbligatoria

Il 2017 porterà con sé una nuova imposta per le aziende in Serbia: l’attuazione della Legge sulle Camere di Commercio renderà infatti obbligatoria l’iscrizione alla Camera di Commercio della Serbia.

Le aziende che hanno lasciato la Camera di Commercio della Serbia (SCC) negli ultimi quattro anni dovranno aderirvi nuovamente. Non è ancora noto l’importo della quota associativa, ma, in base al listino prezzi aggiornato, le aziende dovranno mettere da parte lo 0,19% dello stipendio lordo di ciascuno dei propri dipendenti. Le piccole imprese, vale a dire quelle con meno di 10 dipendenti, verseranno un importo fisso pari a 800 dinari al mese.

La legge varata nel 2013, rendendo facoltativa l’iscrizione presso la Camera di Commercio, ha avuto ripercussioni negative sulle entrate della Camera: nel 2013 il totale delle quote associative versate ammontava a 722 milioni di dinari, mentre lo scorso anno è sceso a 624 milioni.

“Se si dovesse applicare il listino prezzi aggiornato al 2017, l’importo delle quote associative ammonterebbe a 2,15 miliardi di dinari (circa 17 milioni di euro)”, dichiara il Direttore del Programma presso l’Unità di Ricerca Economica Lubecca, Mihailo Galic. La quota associativa corrente è pari a 800 dinari al mese, per le aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo fino a 20 milioni di dinari. Tutte le altre società devono mettere da parte mensilmente lo 0,19% dello stipendio lordo di ciascun dipendente.

Un gruppo di imprenditori riuniti nell’Associazione per la tutela della legalità e costituzionalità sostiene l’incostituzionalità di tale disposizione di legge, mentre altri sostengono che questo non rappresenta il problema principale: “in alcuni paesi l’iscrizione alla Camera di Commercio è obbligatoria, in altri no. La questione non riguarda la legittimità costituzionale. Piuttosto, è importante accertare quali siano gli obblighi della Camera, e, di conseguenza, rendere noto il modo in cui tali risorse vengono impiegate. La Camera di Commercio ha subito pressioni politiche di un certo rilievo, non limitandosi ad essere solo fornitrice di servizi per le imprese. Se i suoi obblighi fossero portati a termine con professionalità, non ci sarebbe alcuna resistenza al versamento della quota”, sottolina il direttore di Gomex, Goran Kovacevic.

Il Presidente dell’Associazione delle piccole e medie imprese, Milan Knezevic, ha esortato i suoi colleghi a boicottare la legge fino al pronunciamento in merito della Corte costituzionale.

(Vecernje Novosti, 10.03.2016)

http://www.novosti.rs/vesti/naslovna/ekonomija/aktuelno.239.html:628144-Od-sledece-godine-preduzeca-ce-morati-da-budu-clanovi-Privredne-komore-Srbije
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