Gli attraversamenti illegali delle frontiere dell’Unione europea sono diminuiti del 37% dall’inizio dell’anno alla fine di luglio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ha comunicato l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), sulla base dei dati preliminari a sua disposizione.
Nei sette mesi presi in esame, alle frontiere esterne dell’UE sono stati registrati circa 61.000 casi di attraversamento illegale, escludendo l’episodio avvenuto alla fine di luglio a Ceuta, quando decine di migliaia di migranti sono entrati dal Marocco nel territorio spagnolo.
I dati di Frontex mostrano che la maggiore attività è stata registrata sulle rotte del Mediterraneo orientale e del Mediterraneo centrale. Il calo più significativo è stato registrato sulla rotta dell’Africa occidentale, mentre l’unico aumento si è verificato sulla rotta del Mediterraneo occidentale.
Sulla rotta dei Balcani occidentali è stato registrato un calo del 26%, con 4.910 attraversamenti illegali delle frontiere, secondo i dati di Frontex.
La diminuzione del numero di partenze verso l’Europa è il risultato di diversi fattori, tra cui la continua cooperazione dell’UE con i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Paesi di partenza, ha comunicato l’Agenzia.
Frontex ha dispiegato circa 3.800 agenti alle frontiere esterne dell’UE, a sostegno delle autorità nazionali nella gestione delle frontiere europee e nelle operazioni di salvataggio in mare.
Secondo quanto comunicato dall’Agenzia, gli agenti di Frontex continueranno a sostenere gli Stati membri dell’UE nell’attuazione delle nuove norme previste dal Patto sulla migrazione e l’asilo, riferisce Beta.
Fonte: Politika, 17.08.2026
