Bruxelles fa pressione alla Serbia:”Introducete i visti per la Cina e la Russia”

Sebbene la Serbia, in ottobre, abbia nuovamente introdotto i visti obbligatori per i cittadini dell’Iran, il che era una richiesta dell’Unione europea, Bruxelles non è ancora pienamente soddisfatta della politica dei visti della Serbia.

Finora, Bruxelles non ha concretamente chiesto alla Serbia di introdurre i visti per alcuni paesi che l’UE ritiene “problematici”, ma ha agito attraverso i suoi canali diplomatici, inviando costantemente avvertimenti di allineare la politica serba con quella dell’Unione europea, per evitare di mettere in discussione la posizione della Serbia nella zona Schengen.

Nell’ultimo rapporto della Commissione europea sui progressi della Serbia, si afferma che il regime serbo dei visti non è in linea con l’UE quando si tratta di ben 17 paesi, i quali sono sotto l’occhio vigile di Bruxelles. Questi paesi sono il Bahrain, la Bielorussia, la Bolivia, la Cina, Cuba, la Guinea-Bissau, l’India, l’Indonesia, la Giamaica, il Kazakistan, il Kuwait, la Mongolia, l’Oman, il Qatar, la Turchia, la Tunisia e la Russia.

I cittadini di questi paesi in Serbia possono viaggiare senza visto, mentre per viaggiare nell’UE hanno bisogno di questo documento, quindi Bruxelles esige che Belgrado riduca la “deviazione” dalla politica comune dei visti dell’Unione.

Il ministro degli Esteri Ivica Dacic, ha affermato che il criterio chiave per l’eventuale decisione di abolire il regime senza visti tra la Serbia e un altro paese sarebbero i dati statistici. Più precisamente, si verrebbe ad una tale decisione se i dati dimostrassero che esiste un legame tra il regime senza visti e l’aumento del numero di migranti o l’aumento delle persone che chiedono asilo.

Commentando le voci che la Serbia rivedrà il regime senza visti con l’India, Dacic ha affermato che per ora non sono in programma tali azioni.

 
Igor Novakovic, coordinatore della Convenzione nazionale sull’UE per il capitolo 31 (Politica estera, di sicurezza e di difesa), ricorda che “la Serbia, quando le sono stati aboliti i visti per l’UE, è diventata un membro associato dell’Accordo di Schengen, pertanto deve attuare la politica dell’Unione in questo campo”.

“La Serbia ha il diritto sovrano di concedere regimi senza visto per alcuni paesi, ma solo se non entra in conflitto con gli obblighi verso l’accordo Schengen.

Anche Suzana Grubjesic, segretaria generale del Movimento europeo in Serbia, è d’accordo con le affermazioni di Igor Novakovic.

La Serbia, che ha un regime senza visti con più di 70 paesi, è stata criticata per aver abolito, in quest’ultimo anno,  i visti ai cittadini dei paesi che non hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo o che hanno ritirato il loro riconoscimento lo scorso anno. Questi paesi sono l’India, le Bahamas, le Barbados, la Giamaica, le Mauritius, il Messico, le isole di Saint Vincent e Grenadine, il Paraguay, la Colombia, il Suriname, la Guinea-Bissau eil Burundi.

 
 
 
 

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