Brnabic: dietro lo sciopero in Fiat interessi politici

Commentando lo sciopero in corso presso lo stabilimento Fiat in Serbia, la PM Ana Brnabic ha dichiarato di credere che esista alla base un interesse politico.

“Penso si tratti di una questione politica e che i lavoratori siano stati manipolati”, ha dichiarato ai micronfoni di RTS, respingendo tra l’altro le rivendicazioni esternate dal capo del Comitato di sciopero secondo cui il governo serbo non avrebbe comunicato con gli scioperanti.

“Le nostre intenzioni erano molto sincere, cioè essere disponibli con il Comitato di sciopero e con i lavoratori per trovare una soluzione che sarebbe vincente per tutti noi. Non siamo stati capaci di farlo”, ha affermato la nuova PM.

Brnabic ha aggiunto di non aver mai interrotto la comunicazione con il Comitato di sciopero e che la sua porta è costantemente aperta per loro: il capo del suo gabinetto ha avuto 23 colloqui con il capo del Comitato di sciopero, Zoran Markovic, e anche lei stessa lo ha incontrato, sebbene Markovic abbia poi affermato di non essere mai stato contattato dal governo.

“Speravo che i lavoratori avrebbero deciso di interrompere lo sciopero in modo che potessimo sederci e negoziare”, ha spiegato Brnabic, aggiungendo che il governo ha pienamente sostenuto i lavoratori della Fiat. “Questo è il motivo per cui abbiamo promesso che al tavolo dei negoziati ci saremo noi insieme alla direzione di Fiat”.

“Abbiamo risposto a tutte le quattro le richieste dei lavoratori. Abbiamo affermato che noi, come azionisti di governo e di minoranza in FCA, insisteremo su tutte le richieste da risolvere. L’unica cosa che non possiamo garantire è l’aumento degli stipendi. Questo è qualcosa che deve essere risolto solo attraverso negoziati. In questo momento, temo che siamo vicini allo scenario che nessuno di noi vuole vedere accadere, vale a dire la riduzione della produzione alla Fiat “, sostiene Brnabic.

Commentando l’intervista da lei rilasciata per Bloomberg e la sua presunta dichiarazione in base alla quale se la Serbia dovesse scegliere tra la Russia e l’UE, sceglierebbe quest’ultima, Brnabic ha affermato che Bloomberg non l’ha citata, ma ha piuttosto interpretato la sua dichiarazione.

“La Serbia è consapevole dei suoi interessi economici, del suo ruolo sulla scena politica e dei migliori interessi dei suoi cittadini. L’adesione all’Unione europea è il nostro obiettivo strategico, ma i nostri legami con la Russia sono tradizionali ed economici, perché la Russia è un mercato enorme”, ha chiarito la PM, concludendo che sarebbe irrazionale avere cattive relazioni con la Russia.

(Blic, Danas, 17.07.2017)

http://www.blic.rs/vesti/politika/brnabic-iza-strajka-u-fijatu-stoji-politicki-interes/jcxk48j
http://www.danas.rs/ekonomija.4.html?news_id=351360

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