Brnabic: “La lotta contro il COVID-19 in Serbia non reprime la democrazia”

La Premier serba Ana Brnabic ha affermato che la lotta contro il COVID-19 non reprime la democrazia in Serbia e ha aggiunto che le autorità possono proteggere sia la democrazia che i cittadini dal coronavirus. In uno scritto per il “Washington Times”, la Brnabic ha affermato che, sfortunatamente, in molti Paesi la critica usa la crisi del virus come un’opportunità per condannare avversari politici, commerciali o di pensiero, accusandoli di abusi che si adattano perfettamente alla storiografia preesistente.

La Brnabic ha osservato che la Serbia è, a causa di una popolazione più vecchia rispetto alla maggior parte degli altri Paesi e a causa dell’afflusso di centinaia di migliaia di cittadini stranieri nelle ultime settimane, ancora più a rischio collasso rispetto ad altri, aggiungendo che questo è il motivo per cui il Presidente Aleksandar Vucic e il governo serbo hanno preso serie precauzioni per proteggere sia i cittadini che l’economia.

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“Sfortunatamente, alcuni hanno travisato queste misure come il superamento o addirittura la repressione della democrazia in Serbia. Non è vero. Le misure adottate da Aleksandar Vucic e dal governo nella lotta contro la pandemia sono proporzionali alle minacce e in linea con la pratica democratica in tempi di crisi”, ha sottolineato.

La Ministra ha affermato che la Serbia ha dichiarato lo stato di emergenza come molti altri Paesi europei, e che a causa dell’impossibilità di tenere una sessione parlamentare dovuta alle misure di distanziamento sociale, il Presidente, la presidente uscente del Parlamento e lei stessa come Premier, hanno usato i loro poteri costituzionali e hanno dichiarato lo stato di emergenza di 180 giorni.

“Abbiamo usato quei poteri per chiudere le scuole, limitare i movimenti per una certa parte della giornata e mettere gli anziani in quarantena, misure paragonabili a quelle imposte dalla stragrande maggioranza dei governatori e dei sindaci statunitensi”.

In secondo luogo, ha aggiunto la Brnabic, sono stati organizzati ospedali temporanei come quello alla Fiera di Belgrado che hanno la capacità di isolare temporaneamente fino a 3.000 infetti, ma sfortunatamente, durante la preparazione, sono state fatte delle fotografie della struttura che hanno spaventato i cittadini.

“Se si fosse aspettato qualche giorno si sarebbe visto che le sistemazioni alla Fiera di Belgrado sono più comode e meno spaventose di quanto suggerito dalle prime foto. Come ha detto uno “non l’Hilton, ma nemmeno una cosa orribile”. Anche se vorrei che la Serbia fosse in grado di istituire degli hotel “Hilton” temporanei, nessun Paese è in grado di farlo in questo momento”, ha scritto la Ministra nell’articolo.

Come terza cosa la Premier ha dichiarato che in collaborazione con il FMI, il Paese ha adottato un pacchetto di incentivi economici da 5,6 miliardi di dollari volto a sostenere le piccole imprese e a ritardare i pagamenti fiscali. Il pacchetto include anche l’assistenza finanziaria diretta a tutti i cittadini serbi.

Sebbene le cifre siano molto più ridotte in termini assoluti di quelle adottate dagli Stati Uniti e da molti Paesi dell’UE, alcuni hanno attaccato la sua politica, sostenendo che il governo serbo la sta perseguendo a fini di campagna elettorale.

Infine, ha scritto la Brnabic, alcuni hanno criticato l’affermazione del Presidente Vucic secondo cui “i cimiteri di Belgrado non saranno abbastanza grandi” se le persone ignorano le misure di isolamento e distanziamento sociale.

“Hanno distorto le sue parole e le hanno manipolate, giudicandole una specie di minaccia. Certamente non lo è, anzi è un dato di fatto. Vucic ha perso il suo più caro amico d’infanzia a causa del coronavirus. Suo figlio ora è malato. La pandemia è grave, specialmente per una delle più antiche società in Europa, e tutti i cittadini dovrebbero comprendere le conseguenze dovute a comportamenti irresponsabili nel modo più chiaro possibile”.

https://www.danas.rs/politika/brnabic-borba-protiv-covid-19-u-srbiji-ne-gusi-demokratiju/

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