Bodo Weber: “Washington non ha nuove iniziative riguardo al Kosovo e Metohija”

Bodo Weber, (Senior Associate of the Democratization Policy Council di Berlino), ha affermato che la nomina di Richard Grenell come inviato speciale della Casa Bianca per il dialogo Belgrado-Pristina non significa un maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti nel risolvere la questione del Kosovo.

“In Kosovo, Serbia e nella regione, la nomina di due inviati speciali, uno Matthew Palmer per i Balcani occidentali e l’altro Richard Grenell per il dialogo Belgrado-Pristina, è stata interpretata come un nuovo impegno e una nuova attenzione dell’amministrazione statunitense sui Balcani occidentali”, ha detto Weber durante la trasmissione “Slobodno Srpski”. Tuttavia, secondo lui non è così:

“Il fatto stesso che due inviati speciali siano stati nominati in parallelo, non coordinatamente, Matthew Palmer non come rappresentante dei Balcani occidentali e non dall’amministrazione Trump ma solo dal Dipartimento di Stato, e Richard Grenell dalla Casa Bianca di Trump, è un segno che l’attenzione degli Stati Uniti verso i Balcani è molto minore quest’anno rispetto a prima. Mi sembra più un segnale di poche iniziative al riguardo”.

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Weber ritiene che Grenell, che è anche l’attuale ambasciatore americano in Germania, si sia imposto come inviato presidenziale americano.

“Non ho prove, ma sospetto che Grenell, di sua iniziativa, abbia chiesto a Trump di fargli fare un passo in avanti e fargli far carriera se trova l’accordo nei Balcani, ma non vedo un coinvolgimento maggiore americano. In realtà, non penso che Grenell abbia l’esperienza e le capacità per un ruolo così importante. Al contrario, vedo che avremo un’Unione Europea più unita, che non avevamo al tempo della Mogherini”, afferma Weber.

A suo avviso, la politica dell’ex amministrazione dell’UE sul Kosovo è stata più che irresponsabile.

“È stata la completa privatizzazione della politica europea da parte di Federica Mogherini e del suo team di 4-5 persone. Ciò è unico nella storia della politica estera e di sicurezza comune dell’UE, che non è così antica; il massimo rappresentante incaricato di tale politica ha completamente privatizzato i negoziati”, ha dichiarato Weber.

Weber ha anche affermato che le passate elezioni parlamentari hanno in qualche modo dimostrato il potenziale democratico del Kosovo, ma delle ombre sono state gettate in occasione degli eventi successi dopo la chiusura dei seggi elettorali.

“Tutto ciò che è accaduto da allora, dal conteggio dei voti, alle obiezioni ai risultati elettorali, ai voti dalla Serbia con il presunto avvelenamento delle persone durante le operazioni di spoglio a Pristina, in un certo senso hanno distrutto parzialmente quel buon messaggio di democrazia dato dalla regione”.

Lo stesso ha ribadito la sua opinione secondo cui il dialogo Belgrado-Pristina non proseguirà senza alcuni cambiamenti, che ritiene dovrebbero essere definiti dalla nuova amministrazione europea come intermediaria in tale dialogo.

“Secondo l’Unione europea, se la Serbia vuole aderire all’UE deve accettare la realtà che il Kosovo non tornerà indietro, il che significa che la Serbia dovrà riconoscere l’indipendenza del Kosovo in un quadro specifico. Senza questo quadro, non vedo come Pristina potrebbe essere d’accordo di accettare di abolire le tasse e tornare al tavolo delle discussioni”, ha concluso Weber.

http://www.rtv.rs/sr_lat/politika/veber-vasington-nema-nove-inicijative-u-vezi-sa-kosovom-i-metohijom_1069976.html

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