Birra: come sta cambiando il consumo e la produzione in Serbia

Dal 2008 al 2014, l’industria della birra in Serbia ha registrato un significativo declino del mercato, pari al 14,59%.

Il settore della produzione di birra rappresenta il 3,3% dei ricavi di bilancio del paese e la sua ripresa negli ultimi due anni è significativa: questo quanto emerso in un simposio di tre giorni dal titolo “Birra, birrificazione e produzione di luppolo”, in apertura del 32° tradizionale evento turistico a Zrenjanin, “Days of Beer“.

Rebeka Bozovic, Direttrice esecutiva dell’Associazione dei produttori di birra della Serbia, ha osservato che nel periodo di crisi il consumo di birra nel paese è diminuito del 12,5%, e che l’occupazione nel settore ha subito la perdita di 4.285 posti di lavoro.

“Tuttavia, nel 2015, la produzione è entrata in una fase di ripresa e negli ultimi due anni è stato registrato solo un aumento significativo della produzione. Secondo il consumo di birra, siamo in fondo alla scala europea, in cima alla quale si trovano cechi e tedeschi”, sostiene Bozovic, sostenendo che è sicuramente un dato incredibile quello secondo cui la Serbia è al secondo posto per esportazione di birra verso l’Unione Europea.

“Il consumo di birra cala e i cittadini sembrano avere sempre meno risorse per questo. La birra si beve meno, perché è costosa a causa di accise e imposte, per la riduzione del potere d’acquisto e la riduzione della base di clienti in quanto il loro numero è in diminuzione”. L’esperienza slovena è stata presentata da Matej Oser, che si occupa della distribuzione in “Lasko”. Ha sottolineato che gli sloveni bevono un po’ più moderatamente e godono piuttosto della varietà della birra e della sua produzione artigianale.

Il recupero di questo ramo in Serbia, che, secondo il professor Radovan Pejanovic, membro del Comitato Organizzatore, è stato distrutto, ma non è fallito di per sé, è evidente nella creazione di piccoli laboratori e questo processo è in atto.

“Quando si tratta di produzione, le nostre possibilità sono legate alla produzione di materie prime, luppolo e orzo, per le quali disponiamo di ottime condizioni e con cui abbiamo potuto efficacemente operare sul mercato estero, e quando si tratta della costruzione di nuove fabbriche di birra si confida nell’intervento di investitori stranieri”, ha dichiarato Pejanovic, professore presso la Facoltà di Agraria di Novi Sad.

(Politika, 29.08.2017)

http://www.politika.rs/scc/clanak/387840/Srbi-se-zbog-krize-odricu-piva

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