“Il coinvolgimento dell’Agenzia per la Sicurezza e l’Informazione (BIA) nel controllo della distribuzione dei voucher turistici ai pensionati fa parte del repertorio estivo, ovvero del festival della parodia e del populismo di bassa lega del primo uomo dello Stato, che vuole impressionare la popolazione più anziana con il messaggio che si trova in “mani sicure”. Manca soltanto che, nella fase successiva, il presidente incarichi l’Unità speciale antiterrorismo (SAJ) di presidiare la distribuzione del pane, e il circo giuridico sarà completo”, afferma in un’intervista a Danas l’avvocato Ivan Ninić.
Presentando un pacchetto di nuove misure, il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha annunciato che saranno distribuiti 30.000 voucher turistici del valore di 10.000 dinari ai pensionati che percepiscono una pensione fino a 80.000 dinari mensili, precisando che la loro distribuzione sarà controllata dai servizi di sicurezza, ossia dall’Agenzia per la Sicurezza e l’Informazione (BIA).
Vučić ha sottolineato che in passato si erano verificati problemi nella distribuzione dei voucher e che, per evitare il ripetersi di tali inconvenienti, questa volta è stata coinvolta l’Agenzia.
Il servizio segreto controlla i voucher turistici, mentre miliardi di euro vengono sottratti attraverso gare d’appalto truccate
Commentando l’annuncio dell’impiego della BIA nella distribuzione dei voucher, l’avvocato Ninić osserva che forse Vučić ritiene davvero che i pensionati e gli operatori turistici siano il gruppo criminale più pericoloso del Paese, pronto a partecipare a una rete di traffico illecito di voucher per soggiorni nelle località termali. Dal punto di vista giuridico, aggiunge, si tratta anche di una sorta di ammissione che un sistema elementare di distribuzione dei voucher non funziona come dovrebbe, poiché è interamente contaminato dalla corruzione.
Ninić si chiede inoltre dove siano i meccanismi di controllo e gli organi ispettivi cui questa competenza spetta realmente. “L’articolo 2 della Legge sulla BIA definisce in modo chiaro e tassativo le competenze dell’Agenzia: tutela della sicurezza della Repubblica di Serbia, individuazione e prevenzione delle attività dirette a sovvertire o abbattere l’ordinamento costituzionale e contrasto alla criminalità organizzata e ai reati con elementi di internazionalità. Da nessuna parte la legge prevede che gli agenti della BIA debbano improvvisarsi controllori nelle code davanti agli uffici postali o verificare se la nonna Mara stia abusando dell’assistenza sociale dello Stato. Si tratta di un tipico caso di eccesso e abuso dei poteri conferiti dalla legge. La BIA non dispone di alcun fondamento giuridico per esercitare attività di vigilanza sulle funzioni amministrative del Ministero del Turismo, delle Poste della Serbia o del Fondo nazionale di assicurazione pensionistica e d’invalidità (PIO)“, spiega Ninić.
L’interlocutore di Danas osserva inoltre che, se il servizio segreto controlla i voucher turistici mentre, allo stesso tempo, miliardi di euro vengono sottratti al bilancio pubblico attraverso gare d’appalto truccate e grandi progetti infrastrutturali senza alcun controllo, allora la Serbia è ufficialmente diventata uno Stato degno dei Monty Python. Le risorse della BIA, prosegue, vengono svilite fino a perdere qualsiasi significato: invece di occuparsi della controintelligence, della tutela della sicurezza nazionale e del monitoraggio dei flussi di denaro sporco, gli agenti si dedicano a simulare il mantenimento dell’ordine nel contesto più semplice in cui esercitare il rigore, ossia nei confronti delle persone più anziane e più povere.
Per Aris Movsesijan, vicepresidente del PSG, la questione cruciale è capire come si sia arrivati al punto che il turismo termale sia diventato una questione di sicurezza di primaria importanza. “Siamo arrivati a una Serbia paradossale, dove per questioni di poco conto si mobilitano grandi forze, mentre quelle davvero importanti passano inosservate. In un Paese in cui il potere grida continuamente “Al ladro!”, il controllo più severo riguarda il voucher del pensionato, mentre le questioni legate alla corruzione vengono avvolte nella nebbia“, afferma il vicepresidente del PSG. “Nel frattempo, la Serbia è scesa al 116º posto su 182 Paesi nell’ultimo Indice di percezione della corruzione di Transparency International, con un punteggio di 33 su 100: un arretramento di undici posizioni e uno dei risultati peggiori degli ultimi due decenni. Ma, a quanto pare, su questo non esiste alcuna valutazione operativa. L’agente della BIA è impegnato in compiti ben più importanti“, conclude Movsesijan.
(Danas, 01.07.2026)
https://www.danas.rs/vesti/politika/bia-vauceri-za-penzionere-banjski-turizam/
