Belgrado apre la zona franca

I consiglieri comunali di Belgrado hanno approvato ieri la delibera per la costituzione di una zona franca nelle località di Obrenovac e Krnjaci, dove ai potenziali investitori verranno offerti spazi per edificare stabilimenti produttivi e depositi.

Le due aree nel complesso totalizzeranno 98 ettari e agli investitori verranno garantiti numerosi benefici. Nel suo intervento nel corso della seduta del consiglio comunale, il sindaco di Belgrado Sinisa Mali ha spiegato che gli obiettivi sono quelli di creare migliori condizioni d’affari e condizioni di lavoro specifiche e più favoreoli per gli investitori. Eli ha esplicitamente citato la società cinese “Meiza”, con la quale l’altro ieri ha firmato un contratto sulla base del quale essa investirà 60 milioni di euro e impiegherà 1400 lavoratori nell’area dell’ex fabbrica “Prva iskra” di Baric.

Il presidente della municipalità di Obrenovac Miroslav Cuckovicha affermato che accogliere un’impresa che impiega decine di migliaia di persone in tutto il mondo è una grande notizia per la Serbia e ancor di più per Belgrado e Obrenovac. Cuckovic ha detto che non si regaleranno i terreni agli investitori ma che l’operazione garantirà 1400 posti di lavoro. La società che amministrerà la fona franca si occuperà di garantire gli spazi, l’energia gli aspetti tecnici e ogni altro aspetto a supporto dell’area e dei suoi interscambi con l’estero. Il socio unico della società sarà la città di Belgrado con un capitale di 1000 dinari.

La zona franca di Belgrado consisterà in due aree separate: la zona 1, area “Baric”, di 41 ettari, e la zona 2 “area “Reva”, di 56 ettari, questa nella municipalità di Zemun. L’area Baric si estende lungo un lato della via Zeleznicka, in parallelo con la strada Beograd-Obrenovac fino al fiume Sava. L0area Reva si trova tra la via per Pancevo, il danubio e l’area dove si pianifica la costruzione del nuovo porto.

La cinese Meita produrrà componentistica per l’industria automobilistica. Entro il 2018 dovrebbe realizzare la fonderia e installare i macchinari per poi aprirel’impianto e il centro distributivo per l’Europa e il Nord America.

Tra i benefici garantiti agli investitori nella zona franca ci sono l’esenzione dal pagamento dell’IVA sui beni in entrata e in transito verso altre zone franche come anche sulle transazioni tra imprese operanti nella zona franca o in altre, lesenzione dal pagamento di certe imposte sugli investimenti esteri come anche una serie di altri benefici doganali. L’importazione e la esportazione di beni da e per la zona franca sono completamente esenti da tassazione, a meno che adessi non si applichino quote, licenze o altre restrizioni sul commercio estero.

(RTS, 30.07.2015)

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