Le banche che finanziano l’idroelettrico che distrugge i fiumi nei Balcani

Le banche internazionali hanno sostenuto almeno 82 progetti nel settore dell’energia in tutta l’Europa del Sud-Est, inclusi i territori protetti, il che ha contributo alla distruzione dei fiumi intatti nei Balcani, viene indicato nello studio dell’Organizzazione internazionale “CEE Bankwatch Network”.

Dal 2005 la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca europea degli investimenti (BEI) e la Banca Mondiale hanno approvato i finanziamenti e le garanzie nell’ammontare totale di 727 milioni di euro per la costruzione di 82 centrali idroelettriche. Questo include 37 progetti sui territori protetti- nei parchi nazionali e sul territorio “Natura 2000” sotto protezione europea, nonché su territori ad alto valore di biodiversità.

Nello studio dove sono state incluse Albania, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia, è stato indicato che la BERS è il maggiore finanziatore del settore energetico nei Balcani visto che  con 126 milioni di euro hanno sostenuto la costruzione di 61 centrali idroelettriche di cui 29 si trovano nelle zone protette.

In questo studio è stato scoperto che i fondi piazzati dalle banche commerciali hanno “il ruolo più importante per la realizzazione dei progetti idroelettrici molto controversi”. “E’ più difficile seguire i finanziamenti dalle banche commerciali per la mancanza di trasparenza in questo settore, però gli autori di questo studio hanno identificato 158 centrali finanziate in questo modo da cui 55 si trovano nelle zone protette o zone internazionalmente riconosciute importanti per la conservazione della biodiversità”- viene comunicato dalla “CEE Bankwatch Network”.

I maggiori finanziatori in Serbia di questi progetti sono le banche Erste (con 26 progetti) e Unicredit (con 10 progetti). La banca Erste ha finanziato il gruppo di 7 impianti sulla confine del Parco Nazionale Kopaonik, vicino le terme Josanicka. Queste centrali idroelettriche, nonché altre otto finanziate da altri fondi hanno lasciato la maggior parte dei fiumi con poca o senza acqua durante quasi l’intero anno. La banca Unicredit finanzia il progetto “Zvonce” vicino Babusnica, dove si sta costruendo un’impianto nonostante le proteste dei cittadini.

Ci sono 12 progetti in Serbia nelle zone protette, mentre la maggior pressione è sul Parco Nazionale Stara Planina, la zona futura che sarà sotto protezione europea nell’ambito del progetto “Natura 2000”.

“CEE Bankwatch Network” avverte che gli impianti idroelettrici delle varie capacità e delle varie dimensioni possono avere effetto dannoso sulle zone protette, in particolare quando mancano i fondi e il controllo da parte degli enti preposti alle ispezioni. Per i prezzi attraenti dell’acquisto dell’energia elettrica previsti per le piccole centrali idroelettriche questo settore è interessante per gli investitori che hanno rapporti con l’elite politica ed economica del paese e che “operano spesso al di fuori della legge”

Gli autori di questo studio indicano che la Serbia dovrebbe sviluppare il settore delle fonti rinnovabili dell’energia, però stanno avvertendo che il danno causato dalle piccole centrali idroelettriche è molto grande rispetto all’energia elettrica prodotta. La “CEE Bankwatch Network” ritiene che i finanziatori debbano assumere una parte della responsabilità ed assicurare l’allineamento con gli standard locali e quelli internazionali perchè “gli investimenti irresponsabili possono distruggere per sempre centinaia di fiumi nei Balcani”.

(Novi magazin, 18.03.2018.)

http://www.novimagazin.rs/vesti/banke-podsticu-projekte-hidro-centrala-koji-unistavaju-reke-balkana

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