Banca Mondiale: Calo del tasso di povertà nel mondo

La Banca Mondiale ha annunciato oggi che il tasso di povertà nel mondo è sceso a livelli minimi storici, ma la caduta ha messo in discussione l’obiettivo della povertà estrema.

Il 10% della popolazione mondiale viveva, nel 2015, con meno di 1,9 dollari al giorno, mentre due anni prima questa percentuale era dell’1,2%. Ciò significa che nel 2015, 735,9 milioni di persone hanno vissuto al di sotto della soglia di povertà, rispetto a 804,2 milioni di persone nel 2013.

La povertà è diminuita in tutte le regioni del mondo, ad eccezione del Medio Oriente e del Nord Africa, dove i conflitti in Siria e Yemen hanno portato il tasso di povertà al 5% nel 2015 dal 2,6% del 2013.

Nell’Africa sub-sahariana, il tasso di povertà era del 41,1% in Asia del Sud, del 12,4% in America Latina e nei Caraibi, del 4,1% in Asia orientale e nella regione del Pacifico, 2,3% in Europa e in Asia centrale l’1,5%.

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“Negli ultimi 25 anni, oltre un miliardo di persone è uscito dalla povertà estrema e il tasso di povertà globale ora è più basso che mai”, ha detto il presidente della Banca Mondiale Jim Jong Kim. “È uno dei più grandi successi dell’umanità del nostro tempo”.

Circa la metà dei paesi del mondo ora ha il tasso di povertà sotto il 3%, ma la Banca Mondiale afferma che il mondo è ancora lontano dallo scopo prestabilito, il quale prevedeva di avere, entro il 2030, meno del 3% della popolazione mondiale in estrema povertà.

Dal 1990 al 2015, il tasso di povertà è passato dal 36% al 10%, cioè è diminuto di 1% all’anno.

Secondo le stime preliminari della Banca mondiale, quest’anno in estrema povertà vive circa l’8,6% della popolazione mondiale.

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