Banca Mondiale: alla Serbia serve una crescita tra il 4 e il 4,5%

Il capo dell’ufficio della Banca Mondiale in Serbia, Tony Verheijen, nella giornata di ieri ha dichiarato che le riforme stanno dando risultati migliori del previsto e che ciò è dovuto all’aumento delle esportazioni e degli investimenti. All’apertura del summit sugli investimenti regionali, organizzato dal periodico NIN ad Arandjelovac, Verheijen ha detto che in Serbia c’è un notevole aumento dell’occupazione, anche se è in calo il numero dei lavoratori nel settre pubblico.

“Siamo soddisfatti di quanto ottenuto, perché i risultati sono migliori del previsto, ma la Serbia deve essere ancora più ambiziosa e andare verso l’obiettivo di lungo periodo della crescita del PIL tra il 4 e il 4,5% l’anno”, ha detto Verheijen.

Secondo la sua interpretazione, la Serbia dovrebbe avere una crescita maggiore, tra l’1,5 e il 2%, affinché si avvicini al livello dei paesi UE.

Verheijen ha detto anche che bisognerebbe risolvere i problemi ereditati dal passato per quanto riguarda le istituzioni statali e commerciali, sostenendo che sono stati fatti importanti passi in avanti, in particolare per le 144 aziende che sono state in fase di ristrutturazione negli ultimi 15 anni, aggiungendo che in tale ambito è stato fatto di più di quel che si aspettasse la Banca Mondiale.

“Esistono ancora problemi imprtanti, come ‘Galenika’ e ‘Petrohemija’, per le quali è necessario trovare una soluzione, ma speriamo che ciò avvenga nella prima metà del 2016”, ha detto Verheijen, aggiungendo che c’è grande ottimismo per la soluzione ai problemi di aziende come “Srbijagas”, EPS e “Autostrade della Serbia”.

Con la valutazione di Verheijen che la Serbia ha fatto molto attraverso le riforme ma che dovrebbe fare ancora meglio, erano d’accordo anche gli ambasciatori di Italia, Giuseppe Manzo, e Germania, Axel Dittmann. I due ambasciatori hanno inoltre sottolineato la necessità di lavorare intensamente per l’attuazione delle riforme giuridiche.

Dittmann ha detto che è necessario che i processi siano più veloci e che le decisioni dei tribunali vengano rispettate, perché questo è importante per le imprese, così come è importante per le società straniere l’efficienza degli appalti pubblici. Manzo ha detto che le aziende italiane vengono volentieri in Serbia perché ottengono agevolazioni fiscali e ha dichiarato che la settimana prossima arriveranno in Serbia almeno 30 aziende italiane che fino ad adesso non vi avevano investito, perché queste vedono nella Serbia un posto che offre loro molte possibilità. L’ambasciatore Manzo ha poi dichiarato che la Serbia dovrebbe lavorare ai collegamenti regionali, in quanto ciò aiuterebbe gli imprenditori a sviluppare i propri interessi.

(RTV, 05.11.2015.)

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