Banca di Serbia: “Le banche nel paese non sono filiali di quelle greche”

Nel caso chiudessero anche tutte e quattro le principali banchedella Grecia questo non implica che le loro controllate in Serbia interromperanno le loro attività, perché esse sono dotate di una propria personalità giuridica in base alla normativa serba, specifica la banca centrale del paese.

L’accordo raggiunto con la Grecia e approvato l’altro ieri notte dal Parlamento ellenico implica rigide riforme del sistema bancario del paese sotto la supervisione degli organismi internazionali che prevedono anche la chiusura e la fusioni di istituti bancari. Dunque delle quattro banche National Bank of Greece, Pireus, Alpha ed Eurobank (tutte presenti in Serbia) se ne potrebbero avere solo due.

Al riguardo la Banca di Serbia ricorda che “le controllate serbe delle banche greche non sono delle filiali, ma entità legali separate, che hanno versato il capitale di garanzia in Serbia, per cui un cambio nella struttura della casa madre non implica automatiche variazioni in Serbia. Inoltre, la chiusura delle attività in Grecia non implica la chiusura delle attività di entità legali autonome come quelle in Serbia”.

La banca centrale spiega che la crisi in Grecia ha avuto un certo impatto ma che le banche locali si sono dimostrate preparate per tale scenario e non vi sono stati impatti significativi sui livelli di liquidità. Le attività delle quattro banche controllate dalla Grecia sono sottoposte a ulteriori monitoraggi, in particolare per quanto riguarda la solvibilità e le relazioni con la casa madre, al fine di evitare qualsiasi impatto sul settore bancario locale dell’evoluzione dello scenario in madrepatria.

(RTS, 15.07.2015)

 

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