Balcani occidentali: il ritorno della polveriera d’Europa?

I conflitti all’interno e tra i paesi dei Balcani occidentali stanno rapidamente scivolando verso l’incertezza e la paura e potrebbero dare luogo ad una grave crisi, se non dovessero essere intrapresi dei passi indietro.

Gli ultimi eventi in Macedonia, che vedono anche il coinvolgimento sia del Kosovo che della leadership albanese, i conflitti tra la Serbia e la Bosnia, i rinvii della corte francese della decisione sull’estradizione di Haradinaj, sono tutti elementi capaci di “gettare benzina sul fuoco” nell’area dei Balcani occidentali, giudicata una “polveriera” per quasi due decenni.

La grave crisi politica e sociale in Macedonia rappresenta probabilmente la cosa più pericolosa avvenuta in questa parte del mondo nel periodo passato. Non sorprende quindi che anche l’UE abbia deciso di intervenire, nel tentativo di allentare la tensione e ricordare che la volontà elettorale dei cittadini macedoni dovrebbe essere rispettata.

Il Direttore del Centro per il regionalismo, Aleksandar Popov, commentando la situazione, dichiara che “se il fuoco arde in casa del vicino, può facilmente diffondersi anche nella nostra”. “In Bosnia-Erzegovina, il problema è rappresentato dal conflitto tra Milorad Dodik (Presidente della Repubblica Srpska) e Bakir Izetbegovic (membro della presidenza bosniaca). Questo è qualcosa su cui l’UE non ha finora deciso di intervenire. Il problema sta nel fatto che questa crisi appare in costante crescita”, spiega Popov.

Anche l’Albania viene considerata quale fattore destabilizzante nella regione, in virtù dell’esercizio di una forte influenza sul governo del Kosovo e sui partiti politici albanesi in Macedonia.

“Le fonti di instabilità nella regione sono rappresentate da democrazie infantili e da politici disposti ad usare l’intimidazione e incitare i conflitti etnici, al fine di rimanere al potere”, spiega Sonja Stojanovic-Gajic, direttore del Centro di Belgrado per la politica di sicurezza. “I popoli di Macedonia, Bosnia e Kosovo vogliono tutti le stesse cose, così come i cittadini della Serbia: lavoro sicuro, migliore tenore di vita, pari opportunità per sé e per i propri figli. I politici, che non hanno una soluzione per i problemi del loro elettorato, stanno creando problemi ancora più grandi per incitare la paura di conflitti con altri paesi vicini e regionali”, aggiunge.

(Blic, 02.03.2017)

http://www.blic.rs/vesti/politika/makedonija-gori-bosna-pred-raspadom-hrvatska-vri-preti-li-opasnost-srbiji/vw137kr
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