Aumento degli stipendi e delle pensioni da novembre

Più di due milioni di pensionati e di dipendenti del settore pubblico a dicembre riceveranno pensioni e stipendi più alti, si legge nel quotidiano “Blic”.

Viene detto inoltre che il primo ministro Aleksandar Vucic ha completato i calcoli per l’aumento degli stipendi e delle pensioni sui quali ha lavorato per più di tre mesi.  Secondo questi calcoli, tutte le pensioni saranno aumentate del 2%, mentre gli stipendi degli insegnanti, dei sanitari e degli assistenti sociali, dei poliziotti e dei militari saranno aumentate tra il 4% e il 6%. Per i lavoratori del settore dell’istruzione l’incremento sarà pari al 6%, per i lavoratori all’interno del settore di salute e di assistenza sociale sarà pari a 5%, mentre i dipendenti delle forze armate e della polizia otterranno un aumento del 4 %. Le pensioni del 60% dei pensionati e gli stipendi del 19% dei dipendenti pubblici inferiori a 25.000 dinari saranno aumentate, anche se non erano state ridotte. Ciò significa che più di due milioni di persone godranno di un incremento del reddito, mentre agli altri sarà rimborsata  parte del reddito, tagliato alla fine dell’anno scorso.

L’obiettivo è che entro marzo del 2017 gli stipendi e le pensioni saranno tornati al livello di prima dei tagli”, viene detto da una fonte anonima di “Blic”. Secondo questa fonte, l’aumento vale per i ministri, politici, impiegati nella pubblica amministrazione e dipendenti di aziende pubbliche, perché molti di loro attraverso vari coefficienti e variabili hanno già compensato i tagli salariali.

La remunerazione di novembre sarà pagata nel mese di dicembre in occasione dell’anniversario dei tagli dell’anno scorso. “L’aumento degli stipendi e delle pensioni costerà allo Stato circa 140 milioni di euro all’anno, di cui 80 milioni di euro sono per le pensioni e 60 milioni per gli stipendi. Nonostante il fatto che l’ FMI accetterebbe anche una somma da 150 a 180 milioni di euro all’anno, il primo ministro serbo non vuole superare 140 milioni, per non compromettere l’attuazione delle misure di consolidamento fiscale”, ha  detto la fonte del giornale “Blic”.

(Blic, 06.08.2015)

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