Gli annunci di aumenti delle pensioni e degli stipendi, di aiuti una tantum, di farmaci a prezzi ridotti e di voucher per soggiorni termali destinati agli anziani in Serbia sono segnali dell’avvicinarsi delle elezioni.
Ne sono convinti gli interlocutori di Danas, secondo i quali queste misure non sono il risultato di un piano sistematico dello Stato, bensì parte di una campagna preelettorale.
Come sottolineano, continua la pratica di utilizzare la politica sociale come strumento per garantire il sostegno politico.
Negli ultimi mesi il Presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, insieme ad altri funzionari statali, ha intensificato gli annunci relativi all’aumento delle pensioni, ribadendo che i maggiori benefici andranno ai pensionati con gli assegni più bassi.
Tuttavia, oltre all’adeguamento ordinario delle pensioni, che secondo la normativa vigente viene effettuato il 1° dicembre e che quindi non rappresenta alcun aumento straordinario, Vučić ha recentemente annunciato anche un ulteriore pacchetto di aiuti per i pensionati.
Intervenendo all’emittente TV Prva, ha promesso voucher per soggiorni nelle terme, farmaci più economici e un contributo economico una tantum. “Presteremo particolare attenzione a trovare il modo di dare qualcosa in più ai pensionati più poveri rispetto a quelli che percepiscono pensioni elevate”, ha ribadito Vučić, riprendendo una promessa già formulata in precedenza.
“Aiuti realizzabili, ma finalizzati a ottenere consenso politico”
Le misure di sostegno ai pensionati annunciate dal governo, che comprendono contributi una tantum, farmaci sovvenzionati e altre forme di assistenza, sono in linea di principio possibili e realizzabili, afferma Milojko Arsić, professore presso la Facoltà di Economia di Belgrado, in un’intervista a Danas.
Tuttavia, il professore osserva che tali misure danno l’impressione di non essere parte di un piano statale strutturato, ma piuttosto uno strumento per conquistare il sostegno politico dei cittadini più anziani in vista delle elezioni attese. “Mi sembra che questo sia il principale motivo alla base dell’attuazione di queste misure”, osserva Arsić.
Egli sottolinea che l’assistenza ai cittadini socialmente vulnerabili è giustificata, ma avverte che non dovrebbe essere rivolta esclusivamente ai pensionati. “Questo tipo di sostegno è giustificato per tutte le persone povere. Non dovremmo limitarci ai soli pensionati, perché vi sono persone indigenti anche tra gli anziani che non percepiscono una pensione, ma anche tra i più giovani che non sono pensionati e hanno redditi relativamente bassi. Se si attua una politica sociale, anche loro dovrebbero esserne inclusi, affinché non siano discriminati”, afferma il professore. Secondo Arsić, in alcuni casi i pensionati si trovano addirittura in una posizione più favorevole rispetto ai cittadini che non percepiscono una pensione o che sono disoccupati.
Parlando delle risorse disponibili nel bilancio statale, Arsić sottolinea che al momento non è ancora possibile stimare con precisione il costo complessivo del pacchetto, poiché non si conosce l’ammontare dei fondi che saranno destinati a queste misure.
Alla domanda se esista il rischio che misure di questo tipo possano alimentare ulteriormente l’inflazione, Arsić risponde di non aspettarsi un aumento dei prezzi. “Non dovrebbe esserci alcuna pressione inflazionistica, poiché non si tratta di un pacchetto particolarmente rilevante. Una valutazione più precisa sarà possibile solo quando si saprà quanti fondi saranno destinati a questo scopo, quale importo riceveranno i pensionati, quali categorie di pensionati saranno interessate e così via”, afferma.
Interrogato sulla possibilità di utilizzare le risorse destinate agli aiuti una tantum per aumentare in modo permanente le pensioni minime, Arsić osserva che una simile soluzione sarebbe certamente più vantaggiosa per i pensionati, ma comporterebbe al tempo stesso un onere molto maggiore per le finanze pubbliche.
“Ci assicuriamo per ricevere una pensione, non un aiuto una tantum”
L’economista Milan Kovačević ritiene che si dovrebbe ridurre la pratica degli aiuti una tantum ai pensionati e insiste affinché le risorse del Fondo per l’assicurazione pensionistica e d’invalidità siano utilizzate principalmente per il pagamento regolare delle pensioni.
Ricorda che lo scopo dell’assicurazione pensionistica è garantire pensioni regolari e non erogare contributi una tantum. Aggiunge che questa forma di sostegno non è disciplinata in modo sistematico e non riguarda tutti i beneficiari alle stesse condizioni.
Kovačević ritiene che gli attuali annunci di ulteriori agevolazioni possano essere interpretati in chiave politica, considerata l’importanza dei pensionati come corpo elettorale. “È evidente che si tratta di una sorta di preparazione dei pensionati, perché i pensionati rappresentano una componente elettorale importante per Vučić e lui cercherà certamente di calibrare i tempi in modo da concedere quanti più benefici possibile prima delle elezioni, così da mantenersi al potere”, conclude Kovačević.
(Danas, 16.06.2026)
https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/cascenje-penzionera-pred-izbore-ima-li-novca-u-budzetu-za-vuciceva-jednokratna-davanja/
