Atto di accusa per il crollo della tettoia, annullato per la seconda volta

La Corte d’appello di Belgrado ha annullato la decisione di conferma  dell’atto di accusa della Procura superiore di Belgrado relativa al crollo della tettoia dall’edificio della stazione ferroviaria di Novi Sad e ha disposto che la questione venga nuovamente esaminata.

Come riportato dal portale investigativo KRIK, l’atto di accusa è stato presentato nel marzo dello scorso anno e imputa a tre persone di aver autorizzato l’apertura della stazione pur sapendo che i lavori sull’edificio non erano conclusi, che la struttura non era stabile e che il suo utilizzo poteva mettere in pericolo la vita delle persone.

Nel comunicato pubblicato sul sito del tribunale si precisa che sono stati accolti i ricorsi degli avvocati e dell’imputata Slobodanka Katanić, manager della società statale “Infrastrutture delle Ferrovie Serbe”.

La questione della competenza del pubblico ministero

La ragione principale di tale decisione, riferisce KRIK, è che il tribunale di primo grado che aveva confermato l’atto di accusa non ha accertato se esso fosse stato presentato da un pubblico ministero competente. Nel comunicato non vengono tuttavia forniti ulteriori dettagli.

È la seconda volta che la corte d’appello annulla la decisione di conferma dell’atto di accusa, per le stesse ragioni, presentato dalla Procura superiore di Belgrado, che aveva poi trasmesso il caso alla Procura per la criminalità organizzata.

Cosa si legge nell’atto di accusa?

Oltre a Katanić, l’atto di accusa riguarda anche il presidente e un membro della Commissione per il collaudo tecnico della stazione di Novi Sad, Milutin Savović e Biljana Krstić. Tutti sono accusati di negligenza nell’esercizio delle funzioni, abuso d’ufficio e grave reato contro la sicurezza pubblica.

KRIK afferma di aver avuto accesso all’atto di accusa, nel quale si legge che Katanić era incaricata di coordinare e monitorare il progetto di ricostruzione della linea ferroviaria da Novi Sad al confine con l’Ungheria, progetto che comprendeva anche la ristrutturazione dell’edificio della stazione a Novi Sad. Secondo l’accusa, Katanić sapeva che il rapporto sul collaudo tecnico redatto dagli altri due imputati non era stato eseguito correttamente e che i lavori alla stazione non erano terminati, ma nonostante ciò avrebbe adottato la decisione di istituire una commissione incaricata di autorizzare l’apertura ai passeggeri della parte dell’edificio su cui si trovava la tettoia. Nell’atto di accusa si afferma inoltre che non avrebbe informato le autorità competenti del fatto che l’edificio non fosse ancora completato.

La commissione, presieduta da Savović e con Krstić quale membro, aveva il compito di effettuare il collaudo tecnico dei lavori eseguiti sull’edificio della stazione e di verificare che fossero soddisfatte tutte le condizioni necessarie per il suo utilizzo. La Procura sostiene che Savović e Krstić, nell’ambito delle rispettive competenze professionali, non abbiano svolto correttamente tale compito. Nell’atto di accusa si afferma che avrebbero effettuato il collaudo mentre la ristrutturazione dell’edificio era ancora in corso e che non avrebbero verificato se i lavori fossero stati eseguiti in conformità con il permesso di costruire e con la documentazione tecnica sulla base della quale l’immobile veniva ricostruito.

Procedimento davanti al tribunale di Novi Sad

Parallelamente, per il crollo della tettoia è in corso anche un procedimento dinanzi alla Procura di Novi Sad, mentre la Procura per la criminalità organizzata conduce un’indagine finanziaria relativa al progetto di ricostruzione della linea ferroviaria.

Nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura superiore di Novi Sad, alla fine di novembre 2024 era stato arrestato anche l’ex ministro delle Costruzioni Goran Vesić. Sebbene la Procura abbia successivamente presentato un atto di accusa, il tribunale ha disposto, alla fine di dicembre dello scorso anno, l’archiviazione del procedimento nei suoi confronti e di altre persone per insufficienza di prove.

Indagine su presunti abusi finanziari

Dal primo agosto dello scorso anno la Procura per la criminalità organizzata verifica presunti abusi finanziari nel progetto di modernizzazione e ricostruzione della linea ferroviaria da Belgrado al confine con l’Ungheria, che comprende anche il rinnovo dell’edificio della stazione di Novi Sad.

Oltre a Vesić, l’indagine coinvolge anche l’ex ministro Tomislav Momirović, che era stato arrestato e ha trascorso sei mesi in custodia cautelare. La Procura sospetta che tutti gli indagati, congiuntamente, abbiano arrecato un danno al bilancio statale pari a 115 milioni di dollari.

(Nedeljnik, 19.02.2026)
https://www.nedeljnik.rs/optuznica-za-pad-nadstresnice-po-drugi-put-bez-potvrde-apelacioni-sud-ukinuo-odluku-posle-zalbe-odbrane/

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