Sette giorni fa è emerso che un gruppo di hacker aveva pubblicato online un database di utenti di Telekom Srbija, accompagnato dalla minaccia di diffondere l’intero contenuto qualora la società non avesse pagato un riscatto.
Quel primo dataset conteneva circa 160.000 record. Telekom ha risposto con un comunicato affermando che si trattava di “una parte limitata” dei dati relativi agli utenti del servizio satellitare m:SAT TV. Si è poi scoperto che erano stati sottratti più di 600.000 record, e Telekom ha presentato una denuncia penale al reparto speciale per la lotta contro la criminalità informatica presso la Procura superiore.
Il database sottratto dagli hacker contiene esattamente 688.884 voci, anche se non ogni voce corrisponde a un individuo distinto, e include 338.934 codici identificativi personali unici. I dati sono stati raccolti tra gennaio 2019 e dicembre 2025. “Il database è stato creato attraverso il lavoro operativo dei tecnici sul campo e dei call center – ogni interazione con un abbonato durante l’installazione, la manutenzione o la cessazione del contratto ha lasciato una traccia. I dati sono stati distribuiti attraverso una rete di partner e subappaltatori in tutta la Serbia”, secondo un’analisi della SHARE Foundation.
L’organizzazione sottolinea che il database non contiene soltanto nomi e contatti degli utenti Telekom, ma anche informazioni personali e tecniche che delineano profili dettagliati degli abbonati.
Alcuni dati sono permanenti e non possono essere modificati facilmente, se non del tutto, rappresentando quindi un rischio duraturo. Tra questi figurano i codici identificativi personali (JMBG), gli indirizzi precisi e i numeri di telefono cellulare. In particolare, i numeri di telefono compaiono in 653.680 voci.
Un ulteriore elemento che rende questo database rischioso per frodi è rappresentato dai commenti liberi degli operatori, presenti in 236.060 voci. Tali commenti includono informazioni sulle condizioni di salute o sulle abitudini degli utenti. Tra gli esempi si trovano annotazioni come: “l’utente è a casa fino alle 15”, “l’utente ha rinviato a tempo indeterminato a causa di una grave condizione di salute del figlio”, oppure “utente in ospedale, figlio all’estero, richiamare tra circa 10 giorni”.
È inoltre preoccupante che il database contenga dati, inclusi codici identificativi personali, anche di individui che non avevano un contratto con Telekom. In caso di decesso di un abbonato o di trasferimento del contratto, gli operatori inserivano il codice identificativo personale di un erede o di un familiare – una persona che non aveva mai firmato alcun contratto. Sono presenti 4.163 annotazioni relative ad abbonati deceduti e 1.123 codici identificativi personali di terze parti all’interno di questi commenti. L’analisi ha inoltre individuato 5.061 commenti relativi agli spostamenti degli abbonati e 345 annotazioni riguardanti condizioni di salute. Il database copre il periodo da gennaio 2019 a dicembre 2025, con oltre 168.000 voci risalenti al solo 2025.
La maggior parte dei dati proviene da Belgrado, con 82.607 voci, ma il database copre quasi l’intero territorio della Serbia, ovvero 151 comuni.
Il database trapelato contiene anche dati su aziende e utenti business, nonché dati provenienti da istituzioni statali come il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, le Forze Armate serbe e le aziende di servizi pubblici; tra i dati diffusi figurano indirizzi, contatti e codici identificativi personali dei responsabili all’interno di tali istituzioni.
Con tutte queste informazioni, gli attaccanti possono creare truffe molto convincenti, in particolare phishing, e l’analisi conclude che la combinazione di codice identificativo personale, indirizzo e nome completo è sufficiente per aprire conti bancari o contrarre prestiti a nome di terzi, ovvero per commettere furti d’identità.
È inoltre possibile un utilizzo politico improprio, poiché un database con geolocalizzazione precisa è ideale per propaganda mirata o manipolazione degli elettori. Infine, indirizzi esatti, numeri di appartamento e informazioni sugli spostamenti possono mettere a rischio anche la sicurezza fisica degli abbonati.
La SHARE Foundation invita i cittadini a prestare attenzione a chiamate e messaggi inattesi, soprattutto se richiedono dati personali o pagamenti, anche quando appaiono credibili.
(Danas, 24.03.2026)
https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/analiza-procurele-baze-podataka-telekoma-skoro-340-000-jmbg-ova-komentari-o-navikama-i-zdravstvenom-stanju-pretplatnika/
